A Fabriano crolla la manifattura. NO all’aumento delle tasse

27 aprile 2016

in Comunicati stampa

FABRIANO – “NO all’aumento delle tasse alle imprese del territorio”. Lo chiede la Cna. “Per quanto riguarda la Tari, le imprese dovrebbero pagare su quello che effettivamente producono e conferiscono al servizio comunale – precisa Andrea Riccardi, segretario Cna Fabriano – e se ciò non è possibile, si devono mantenere inalterati i parametri che calcolano le imposte applicate sulle metrature, tenuto fermo l’esonero legato agli spazi dove non si producono rifiuti”.
Cna chiede che le tasse locali siano abbassate dove possibile e di sicuro punta i piedi per non farle alzare, da qui l’apprezzamento verso l’assessore Angelo Tini che si è dimostrato sensibile e ha dichiarato di conoscere la difficoltà che stanno attraversando le imprese e si è impegnato a garantire il mantenimento del fondo per i neo-imprenditori e ha ribadito l’abbassamento del 70% della tari sulle nuove attività che aprono nel 2016 a condizioni previste dal regolamento comunale.
“L’anno nero per il crollo dovuto alla crisi è stato, come nel resto del paese, il 2008 – precisa Riccardi – tuttavia, essendo cambiati i criteri di classificazione delle imprese, possiamo fare un confronto serio solamente dal 2009 ad oggi. In questi sette anni, facendo un paragone fra il numero di imprese attive, il comune di Fabriano perde 7 imprese (a confronto, nel comune di Jesi aumentano di 81 unità). Il maggior numero di perdite è nel settore della manifattura con –40 unità (-12,3%) e nelle costruzioni –16 (-5,7%). Il settore che segna numeri positivi è quello del noleggio, agenzie di viaggi e servizi di supporto alle imprese con + 20 unità (37,7%) e il settore dell’alloggio e ristorazione +11 (8%)”.
Secondo i dati elaborati dalla Cna il tessuto di imprese della città sembra aver reagito alle forti difficoltà del manifatturiero e dei settori ad esso collegati (come i trasporti), grazie al contributo del terziario.
“Se prendiamo come parametro di misura i flussi di impresa in entrata e uscita – continua Riccardi – nel primo e nell’ultimo anno del periodo considerato, calano decisamente i nuovi ingressi (-22,7%) rispetto alle cessazioni (-19,1%)”.
Per capire meglio la direzione che sta prendendo l’andamento del sistema economico di Fabriano come area vasta la Cna ha confrontato il 2015 con i primi mesi dell’anno. Nel 2015 il tessuto di imprese dell’area si ridimensiona di 35 unità (erano 4.005 nel 2014 e 3.970 nel 2015) e le perdite sono generalizzate per tutti i comuni dell’area concentrate nell’attività manifatturiera.
“Spostando l’attenzione sulla nati-mortalità delle imprese, cioè al confronto fra le attività che hanno aperto con quelle che hanno chiuso, si conferma che l’andamento dei primi mesi dell’anno segue il trend del 2015 – conclude il presidente della Cna locale Mauro Cucco – da gennaio a marzo del 2016 registriamo un saldo negativo così come avvenuto per il 2015, dove il numero delle nuove attività passa  da 276 (nel 2014) a 216 (nel 2015) per una differenza di -60 nuove imprese, e dove, però, diminuiscono anche le cessazioni: da 313 a 245 (-68). Tuttavia, messi a confronto tutti i dati disponibili, l’anno 2015 sembra un punto di svolta, dove le cose vanno meno peggio rispetto agli anni passati”.
Per questi motivi oggi un aumento della tassazione locale significherebbe arrestare e pregiudicare qualsiasi ripresa.

CNA FABRIANO

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