Ad Ancona in restauro i 20 abiti delle mummie di Monsampolo. Ritrovamento eccezionale

7 agosto 2012

in Artigiani eccellenti, Comunicati stampa

Per la prima volta si può testimoniare la storia di gente povera di fine '700 / inizio '800

di DANIELA GIACCHETTI

ANCONA – Venti abiti di povera gente contadina risalenti alla seconda metà del ‘700 / primi anni dell’800, sono in fase di restauro ad Ancona presso il laboratorio La Congrega di Valeria David, presidente provinciale di Cna Artistico e Tradizionale, uno dei pochissimi laboratori a svolgere questa delicata attività in tutta la regione. Tali abiti abbigliavano altrettanti corpi trovati mummificati negli anni scorsi durante alcuni lavori di consolidamento nella cripta della Chiesa della Santissima Annunziata di Monsampolo del Tronto (Ap).

Si tratta di un ritrovamento eccezionale: titolare del progetto è il Comune di Monsampolo sotto la supervisione del dott. Daniele Diotallevi della Soprintendenza di Urbino, se ne sta occupando anche l’archeologa Mara Miritello (consulente della Soprintendenza per i beni archeologici), i corpi sono in fase di studio presso l’Università di Camerino grazie all’attività del mummiologo dott. Franco Rollo, mentre per i lavori di restauro sugli abiti collabora la storica del costume Thessy Schoenholzer Nichols.

La particolarità di questo ritrovamento è data da diversi aspetti: il processo di mummificazione è avvenuto per motivi naturali grazie a

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condizioni climatico-ambientali che hanno eccezionalmente permesso di conservare i corpi ma anche gli abiti realizzati con fibra vegetale (canapa, lino, ginestra) che solitamente si disfano e che abbigliano gente povera, contadina, che non aveva possibilità di vestire capi in fibre pregiate quali lana e seta (che solitamente si conservano). Ecco allora che il ritrovamento è una rarissima occasione di studiare e testimoniare la vita contadina di un’epoca, della quale ci sono veramente poche tracce, a parte tavole dipinte, mentre sono sempre parecchie le possibilità di avere reperti che testimoniano la vita della nobiltà o del clero.

Tra i pezzi ritrovati: abiti femminili, gilet maschili, calze, cuffie, camicie. Sono tutti molto rappezzati, ma allo stesso tempo ricchi di particolari come bottoncini, preziosi merletti e ricami, segno che i corpi sono stati seppelliti con le vesti povere ma migliori, quelle della festa. 

“Questo ritrovamento è veramente di grande interesse da un punto di vista storico – spiega Valeria David – perché ci permette di portare alla luce un periodo nella sua quotidianità che fino ad ora non aveva potuto avere nessun tipo di indagine”.

“Inoltre – aggiunge Lucia Trenta, responsabile provinciale Federmoda Cna  – abbiamo notato che alcuni abiti sono stati tinti probabilmente con guado, pianta tintorea che dona una colorazione indaco, di cui proprio in questi tempi si stanno riscoprendo le qualità e le caratteristiche uniche che potrebbero rilanciare un settore che va dall’agricoltura alla moda”.

Il lavoro che La Congrega sta svolgendo ora su questi reperti prevede: la disinfestazione, la spolveratura con microaspiratori (lavoro molto delicato, gli abiti sono pieni di terra, materia organica, polvere..), interventi di consolidamento con l’inserimento di tessuti di supporto fissati a cucitura a mano nell’oggetto originale con finissimi fili di seta, quindi si passerà alla ricostruzione dell’abito dopo averne studiato e compreso le misure.

“Sappiamo che è in fase di progettazione – conclude Lucia Trenta – la realizzazione di un museo a Monsampolo per esporre le mummie e gli abiti ricostruiti. Il lavoro di Valeria David dovrà essere terminato entro il 2013”.

 

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