Alla conquista dell’America col mattarello

30 gennaio 2017

in Artigiani eccellenti

di DANIELA GIACCHETTI

_DSC6060Tavola, mattarello, una buona manualità e scelta degli ingredienti più genuini. Sono i segreti di Simonetta Capodondo, in arte Sfoglina, per ottenere una sfoglia all’uovo a regola d’arte. Come quella che facevano le nostre nonne e che ora, grazie alle sue dimostrazioni, sanno fare anche a Washington.

Marchigiana di origini – Simonetta vive ad Ancona – ma si definisce un’insegnante itinerante. Dal 2014 la sua passione è diventata un vero e proprio mestiere, grazie anche a diverse collaborazioni, che la portano a lavorare in tutta Italia e all’estero. Sfoglina è un’esperta formatrice e il suo mestiere consiste proprio nell’insegnare l’antica arte della sfoglia all’uovo e delle paste fresche fatte a mano. “Ci sono dei mestieri del nostro patrimonio culturale – racconta – che non devono assolutamente andare persi. Fare la sfoglia è uno di questi”.

Dopo un trascorso scolastico nel campo dei servizi ristorativi e alcuni ingaggi presso rinomati ristoranti della riviera del Conero, la Capodondo ha ottenuto diversi prestigiosi riconoscimenti, tra i quali un secondo posto al concorso internazionale Sfoglina d’Oro.

“La passione per la sfoglia – confessa – è legata ai ricordi di mia nonna: l’odore dell’impasto, i gesti che faceva con il mattarello per stenderlo, i rumori della sfoglia che schioccava sulla tavola e della coltella che tagliava veloce veloce. Infine, quel gesto familiare e amato delle mani, dalle quali le tagliatelle si srotolavano come per magia”.

I suoi corsi sono per tutti: bambini e adulti, amatori e professionisti, purché armati di mattarello.

La sapiente arte che scaturisce dalla sue mani, portandola a regalarci cadeaux così preziosi per il Sfoglina con lo chef Trabocchi a Washingtonpalato, è tanto apprezzata che Sfoglina è stata chiamata a Washington, nel dicembre scorso, nientepopodimeno che dallo chef stellato Fabio Trabocchi, titolare di ben quattro ristoranti nella capitale, di cui l’ultimo nato in ordine di tempo, proprio a dicembre, nominato – guarda un po’ –  Sfoglina.

Simonetta è stata chiamata dallo chef, i cui ristoranti sono frequentati anche da Barack Obama, per offrire dimostrazioni dal vivo e formazione sulla tecnica manuale.

“Spesso quando vogliamo mangiare italiano all’estero – dice Simonetta – le nostre aspettative sono limitate, invece ho visto con i miei occhi che esistono realtà eccezionali che riescono a stupirci con la riscoperta di piatti tipici della cucina regionale italiana, che addirittura a volte è difficile riuscire a trovare nel nostro Paese. L’artigianalità italiana è davvero una carta vincente all’estero quando si offre grande professionalità. A Washington il mio compito è stato anche quello di istruire il personale dei ristoranti dello chef Trabocchi, fornendo le tecniche e svelando i trucchi per stendere una sfoglia regola d’arte, nel rispetto della migliore tradizione italiana”.

 

 

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