CNA Costruzioni, focus sulla Legge di Bilancio e le ricadute per il settore

17 febbraio 2019

in Comunicati stampa

SI alla deroga ma le Stazioni Appaltanti devono invitare imprese locali che hanno precedenti positivi

La ripresa deve partire dalle costruzioni. Questo l’imperativo espresso dalla presidenza di Cna Costruzioni, riunitasi per prendere in esame quali sono le ricadute, sul settore, della Legge di Bilancio 2019.

“Dopo una lunga e devastante crisi che ha dimezzato il comparto ed i relativi posti di lavoro – racconta il portavoce Giampiero Cardinali (FOTO) – l’edilizia deve essere il volano della ripresa e in questa ottica accogliamo con favore la proroga delle agevolazioni alle riqualificazioni ed efficientamenti come equa bonus, sisma bonus, bonus mobili e verde… Il nostro comparto è importante perché permette di riqualificare il patrimonio immobiliare dei privati con la relativa patrimonializzazione, la messa in sicurezza delle abitazioni, l’efficientamento energetico con gli obiettivi di spendere meno in utenze e salvaguardare l’ambiente, l’innovazione tecnologica: si pensi alla domotica e all’automazione degli edifici”.

C’è davvero tanto da fare per il settore: si pensi al patrimonio pubblico da mettere in sicurezza, riqualificare, efficientare; al patrimonio artistico da salvaguardare; alla messa in sicurezza dei territori e quindi di infrastrutture, versanti idrogeologici, ecc. A fronte di tutto questo lavoro, secondo i costruttori del sistema Cna, la strada per migliorare la situazione delle imprese è ancora lunga.

“Occorre innanzitutto da parte dei Comuni – continua Cardinali – una normativa più snella e veloce, per agevolare le aziende di piccola entità e con poco personale che trovano difficoltà nell’espletare tutte le pratiche. Ci vuole poi coraggio, lungimiranza nella programmazione, una seria politica di investimenti che parta dalle disposizioni dello stato centrale e coinvolga i sindaci, le regioni, gli amministratori locali che conoscono bene valori e limiti dei territori”.

La presidenza di Cna Costruzioni Ancona ha quindi stilato le richieste prioritarie: serie politiche che programmino ed investano nella manutenzione dei territori ed incentivino le riqualificazioni immobiliari ed energetiche; procedure certe e snelle, con una vera e sana semplificazione e non piuttosto pericolose scorciatoie che possono indurre a ridurre la trasparenza ed aumentare i margini di corruzione; scrupolosi controlli nell’esamina delle aziende a cui affidare i lavori, anche in forza di notizie riportate dalla stampa.

“Infine – conclude Giampieri – non è secondario il ruolo degli Istituti di Credito, i quali non possono non svolgere il ruolo che a loro attiene”.

LA DEROGA E I SUOI EFFETTI

Nella Legge di Bilancio, il comma 912 deroga per tutto il 2019 all’art.36 del Codice dei Contratti pubblici (codice degli appalti). Per effetto della deroga le Stazioni Appaltanti possono procedere ad affidamento diretto di lavori (solo lavori e non servizi e acquisizione di beni) per importi compresi tra 40.000 e 150.000 euro previa consultazione di 3 operatori economici. Cna è favorevole all’autonomia delle Stazioni Appaltanti ad invitare le imprese locali che hanno dato riscontri positivi in lavori precedenti.

Secondo Cna, a livello locale la deroga trova poca applicazione (causa la transitorietà normativa aggiunta ad altre incertezze procedurali), si assiste infatti all’utilizzo delle gare tradizionali anche per importi minori. Cna Costruzioni chiede la suddivisione in lotti dei grandi appalti per permettere la partecipazione delle nostre aziende, brave e capaci ma sicuramente piccole.

Ufficio Stampa: DANIELA GIACCHETTI

 

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