Comunicazione del Segretario Generale CNA Silvestrini a tutte le imprese

4 marzo 2020

in Primo Piano

La nostra Confederazione non può che apprezzare la tempestività mostrata dal Governo nell’affrontare l’emergenza epidemiologica. In questo quadro, il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali nella definizione di un primo pacchetto di provvedimenti intesi a contrastare le pesanti ricadute sul tessuto produttivo rappresenta, di certo, una scelta cruciale.

È chiaro che, specie in questa fase, la centralità della Presidenza del Consiglio appare decisiva. Ragion per cui abbiamo chiesto al vertice convocato oggi dal Partito Democratico con le parti sociali che i singoli tavoli già avviati siano ricondotti a sistema, così da raccordare le iniziative autonome dei Ministeri e assicurare, al contempo, la necessaria disponibilità di risorse.

La gestione dell’emergenza richiede risposte non convenzionali. Il confronto con il Partito Democratico è stato allora l’occasione per ribadire con forza l’opportunità di attivare una vera e propria task force, capace di imprimere una scossa ad una economia da tempo in sofferenza. In altre parole, un piano d’azione straordinario, per monitorare l’andamento delle attività economiche e predisporre strumenti in grado di fronteggiare gli effetti negativi innescati dal diffondersi del cosiddetto Coronavirus.

In particolare, nel selezionare i provvedimenti più importanti da adottare:

  1. abbiamo chiesto l’estensione delle misure sospensive nei confronti di tutte le imprese che operano nel turismo, nella moda, nella somministrazione di alimenti, nel benessere alla persona e nel trasporto;
  2. con particolare riguardo a quest’ultimo settore, abbiamo evidenziato, come si registrino gravi difficoltà nel trasporto merci e un blocco pressocché totale nel campo del trasporto persone. Per questi motivi, preme garantire la circolazione degli automezzi, onde assicurare continuità nei rifornimenti e negli approvvigionamenti alle imprese. I blocchi alle frontiere sono inaccettabili e vanno contrastati, se si intende preservare l’immagine dell’Italia quale Paese attento alla sicurezza dei cittadini e alla salubrità dei propri prodotti;
  3. abbiamo posto l’accento sulla doverosità di interventi strutturali per offrire una prospettiva alla economia nazionale, attanagliata da una soffocante stagnazione. In dettaglio, abbiamo sottolineato il bisogno di procedere al disboscamento della giungla burocratica, autentico ostacolo allo svolgimento dell’attività di impresa, partendo dalla cancellazione dell’art. 4 del decreto fiscale sulla responsabilità solidale dei committenti in fatto di ritenute fiscali dei dipendenti delle imprese appaltartici e subappaltatrici;
  4. abbiamo avanzato la proposta di trasformare le detrazioni per lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica in titoli di credito cedibili alle banche, superando in tal modo il cosiddetto meccanismo dello sconto in fattura (art. 10 del decreto crescita). D’altra parte, la cessione alle banche sarebbe in grado di generare lavori aggiuntivi per 5 miliardi di euro annui, con un incremento di circa 30mila posti di lavoro nel settore dell’edilizia e degli impianti;
  5. abbiamo ricordato l’esigenza di garantire l’erogazione di credito alle imprese. Ripristinare la lettera r) della riforma Bassanini, vale a dire la possibilità in capo alle Regioni di limitare l’accesso al Fondo di Garanzia ai soli Confidi – strumenti capaci di supportare le piccole imprese, specie se in sofferenza, nel rapporto con le banche – risulta un aspetto decisivo per ridare slancio al credito. La lettera r) non costituisce, infatti, uno strumento a favore dei Confidi, ma un meccanismo utile alle imprese di minori dimensioni per accedere più facilmente al credito;
  6. abbiamo posto l’attenzione sulle questioni più impellenti in materia di appalti, in particolare per ciò che attiene la proposta di affidamento diretto sulla base di almeno tre preventivi in riferimento ai contratti pubblici per servizi e fornitura sottosoglia e per lavori non eccedenti i 200mila euro;
  7. abbiamo suggerito il ripristino del superammortamento al 150% per l’acquisto dei beni immateriali e materiali, compresi i mezzi di trasporto. Allo stesso tempo, abbiamo affermato la necessità di sospendere l’utilizzo degli ISA per l’intero 2020, in considerazione dei prevedibili effetti negativi che la crisi produrrà sui bilanci delle imprese.

 

Qui puoi accedere all’Indagine di CNA sulle difficoltà insorte a seguito dell’emergenza Coronavirus: clicca qui

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