Crisi Merloni: CNA e Confartigianato difendono l’indotto

24 ottobre 2011

in Comunicati stampa

A tre anni dal commissariamento della Antonio Merloni Spa ci sembra indispensabile mettere a conoscenza l'opinione pubblica della gravissima situazione che stanno vivendo le aziende dell'indotto della Antonio Merloni Spa che subiscono, senza averne alcuna colpa, le anomalie di una Legge (la Marzano) che tutela oltremisura le maestranze del gruppo industriale commissariato e lasciando i creditori-fornitori al proprio destino.
Abbiamo scelto la forma del manifesto allo scopo di informare e sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni di questo problema che, pur coinvolgendo l'intera economia fabrianese, sembra essere sottostimato e sminuito rispetto alle pur giustificate richieste degli operai della Antonio Merloni Spa.
Le aziende dell'indotto sono allo stremo, indebitate con banche e fornitori, con i crediti congelati, non sono più in grado di poter operare pur essendo state per capacità e per abnegazione una risorsa importante per i gruppi industriali del nostro territorio e per l'intero sistema economico della nostra città.
E quindi chiediamo: Che fine faranno? I dipendenti di queste aziende, che fine faranno? Gli ingenti crediti che vantano dal Gruppo Merloni, che fine faranno? Le loro aziende, che fine faranno? Ci aspettiamo una forte presa di coscienza da parte delle istituzioni, della politica e degli istituti bancari per mettere in campo delle proposte in grado di aiutare queste aziende a superare questo grave momento d'impasse.
A questa situazione già grave di per se, in questi giorni, s'è aggiunto un nuovo fatto che rischia di aggravare ulteriormente le finanze delle aziende dell'indotto dell'Antonio Merloni Spa e di portare un grave danno se non al fallimento le imprese fornitrici dell'Antonio Merloni Spa che sono costrette a restituire tutte le somme legittimamente riscosse, nel periodo dal 14 aprile al 14 ottobre 2008, per le forniture effettuate in quel periodo al gruppo industriale commissariato: dopo il danno anche la beffa!
In sostanza che è successo? Alle aziende che hanno fornito il gruppo commissariato nel semestre antecedente il commissariamento attraverso un'ingiunzione del Tribunale di Ancona, promossa dai commissari governativi, sono stati richiesti indietro tutti soldi percepiti legittimamente per il pagamento di forniture effettuate in quel periodo.
Questa ingiunzione, prevista dalla normativa fallimentare, ma non obbligatoria, viene motivata dal fatto che le aziende fornitrici non potevano non conoscere lo stato di insolvenza del fallito (scientia decoctionis) e quindi, per realizzare la par condicio tra tutti i creditori, vengono revocati (art. 67 legge fallimentare) i pagamenti fatti dal fallito nel semestre antecedente la data dell'accertamento dello stato di insolvenza e quindi del commissariamento, mettendo in dubbio la buona fede degli atti stipulati.
Come si può comprendere la cosa è enorme vista l'ingente mole di denaro richiesto e la gravissima situazione finanziaria e lavorativa in cui si dibattono le aziende che lavoravano per il gruppo Merloni, adottando questa misura, inoltre, non si tiene minimamente conto che la stragrande maggioranza di queste aziende è già creditrice di ingentissime somme dal fallimento della Antonio Merloni Spa e che queste probabilmente non verranno mai soddisfatte.
Questo significa far chiudere tutte le aziende del settore aggravando in modo irreparabile la già precaria situazione economica del nostro territorio, e non dare alcuna possibilità di ripresa ad aziende che si sono indebitate con banche e fornitori per sostenere l'attività del gruppo industriale per cui lavoravano e l'economia della nostra città.
La Cna e la Confartigianato di Fabriano collegialmente mettono a disposizione le proprie competenze e i loro uffici per costituire, tra le aziende coinvolte, una azione comune in grado di opporsi a questa palese ingiustizia invitando le aziende anche non associate a rivolgersi ai nostri uffici.
Ma questo non basta, riteniamo che sia giunto il momento che anche le istituzioni locali e la politica diano un segnale forte e si muovano per aiutare con tutti i mezzi queste imprese che per la maggior parte sono sane e che se aiutate potrebbero essere una risorsa importante per superare la crisi economica che attanaglia il nostro territorio.

CNA Fabriano e CONFARTIGIANATO Fabriano

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