Degrado città di Ancona. Nota del segretario CNA

1 febbraio 2019

in Comunicati stampa

Si accende il dibattito sugli organi di stampa relativo al presunto degrado della città, al ritardo di alcune importanti opere pubbliche e alla necessità di ravvivare il centro storico.
Nessuno vuole negare i noti problemi del capoluogo, ma occorre anche analizzare da dove provengono per capire come risolverli. Alcuni problemi infrastrutturali si trascinano ormai da tempo, sia per la complessità delle opere sia per le difficoltà che le giunte del passato hanno avuto nell’affrontare queste problematiche (si pensi per esempio al lungo iter dell’uscita dei mezzi pesanti dal porto). Ora però investimenti importanti (lungomare nord, recupero di alcune zone periferiche e porto antico) si stanno facendo avanti e vi è la necessità di sostenerli con forza per non far calare l’attenzione su finanziamenti necessari per la città. L’attenzione dovrebbe anche essere posta ad investimenti come il mercato delle erbe, per il quale l’esperimento pubblico/privato sta cercando di riportare allo splendore una struttura strategica per la città. L’imprenditore che ha avuto il coraggio di scommettere su Ancona è un esempio di come le cose possono funzionare quando tutti fanno il proprio pezzo e oltre. L’esempio del mercato ci spinge a riflettere sul senso civico e di appartenenza alla città: graffiti, sporcizia, vandalismo non possono essere controllati in tutti gli angoli da telecamere e vigili. Occorre recuperare un senso civico collettivo che spinga a difendere e a voler bene al proprio quartiere, alla propria città.
Inutile anche ricordare le difficoltà del paese, adesso ufficialmente anche in recessione, un paese che da quando è entrato in crisi non riesce più a ritornare al livello del 2008, in cui molte città più grandi di Ancona affrontano problemi analoghi (centri storici, traffico, nodi infrastrutturali) e alcune volte anche drammatici (si pensi a cosa è successo a Genova). La crisi di questo paese sta nelle troppe tasse che risucchiano il potere di investimento, nelle troppe pratiche, nelle troppe norme cavillose, nei troppi ricorsi e controricorsi.
Ancona non è estranea al contesto nazionale e regionale, lo vive e lo respira. I trasferimenti dallo stato centrale si stanno assottigliando sempre più, un meccanismo che rischia di inceppare tutti i comuni. Ci sono poi le difficoltà del sistema sanitario regionale che sono ben visibili nei lavori di costruzione dell’ospedale in zona sud di Ancona.
Infine la questione del degrado e del tentativo di ravvivare il centro storico. I lavori in questa parte della città sono a metà strada. Piazza del Papa era una piazza di passaggio, ma verso il centro antico della città che oggi è sicuramente marginale rispetto ai corsi. Il centro antico ancora non vede una sua collocazione all’interno del progetto che si sta costruendo.
Qual è il potenziale che resta ad Ancona? Gli studenti. Allora serve più tolleranza per gli eventi in centro e più flessibilità da parte del comune per far sì che i locali intercettino al meglio questo potenziale: dehors, procedure per organizzare gli eventi (dalla sicurezza fino alle procedure amministrative) e orari sono solo alcuni dei punti che dovrebbero essere discussi per cercare di fare in modo che questo target di mercato possa rappresentare una vera ricchezza per la nostra città.

Andrea Cantori
Segretario CNA Area Vasta di Ancona

 

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