Di lavoro si può anche morire. CNA su dati Inail

27 giugno 2016

in Comunicati stampa

“Favorire le piccole imprese virtuose che investono in prevenzione e sicurezza”

di DANIELA GIACCHETTI

ANCONA –  Diminuiscono gli infortuni e gli incidenti mortali sul lavoro. Questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’Inail che ha presentato in questi giorni la sua relazione annuale.
“Il rapporto Inail 2015 – dichiara Alessandro Molitari (foto), responsabile Cna Tecno Quality – evidenzia un quadroF 008 complessivamente rassicurante, ma con alcuni dati relativi agli infortuni sul lavoro preoccupanti, che debbono indurre a non abbassare la guardia”.
Per questo Cna ribadisce l’importanza di offrire adeguati incentivi alle piccole imprese virtuose che investono in prevenzione degli infortuni e sicurezza sul lavoro, nonché di ridurre i premi a loro carico.
“Le pmi che si impegnano sul fronte della sicurezza dei propri lavoratori – continua Molitari – vanno favorite, sostenute, messe in luce come buona prassi. Da parte nostra, come associazione, collaboriamo con l’Inail  e in particolare siamo impegnati a promuovere la prevenzione anche con azioni finalizzate alla sicurezza in specifici comparti, come l’edilizia ad esempio. Forniamo servizi e assistenza alle imprese anche attraverso la formazione mirata ma non solo: aiutiamo le imprese a fare un’accurata valutazione dei rischi e quindi ad individuare e programmare le misure di prevenzione e protezione da attuare”.
“E’ chiaro – conclude Molitari – che al di là degli obblighi normativi che le imprese sono tenute a rispettare, esse stesse devono essere sensibili al tema della sicurezza ed operare al fine di garantirla costantemente. Ecco perché insistiamo: quelle attività che offrono attenzione, tempo e risorse in questa direzione, vanno premiate e sostenute al fine di allargare a macchia d’olio una buona prassi in grado di migliorare, o salvare, vite umane”.

Il Rapporto Inail- Anno 2015
Nel 2015 nel nostro Paese le denunce di incidenti mortali sono state 1.246, in crescita rispetto alle 1.152 del 2014, mentre le morti sul lavoro accertate sono state 694 con un calo del 2% rispetto alle 708 del 2014. Se i 26 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti sul lavoro si avrebbe un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Su 694 morti accertate, 382 (il 55%) è avvenuta fuori dall’azienda, con un mezzo di trasporto (in occasione di lavoro) o in itinere.
Le denunce di infortunio sono state 637.000 con un calo del 4% sul 2014 e del 22,1% rispetto al 2011. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati poco più di 416.000 (-6,6% rispetto al 2014), di cui il 18,2% avvenuto “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”.
Gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell’Inail: in media 82 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione e 20 giorni in assenza di menomazione. Gli infortuni mortali accertati in occasione di lavoro vero e proprio sono stati 517 mentre quelli in itinere (ovvero nel percorso tra la casa e il luogo di lavoro) sono stati 177. Tra gli infortuni in occasione di lavoro, 312 sono avvenuti senza mezzo di trasporto e 205 con un mezzo di trasporto. Tra gli infortuni accertati in itinere, 7 sono avvenuti senza mezzo di trasporto e 170 con mezzo di trasporto. Nel 2015 sono aumentate le denunce di malattia professionale, passate da 57.370 a 58.925 (+2,71%).

La situazione nelle Marche – Primo trimestre 2016
Da gennaio a marzo 2016 nelle Marche si sono verificati 4487 infortuni sul lavoro (4496 nel primo trimestre 2015), di cui 12 mortali (4 decessi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). In aumento le denunce per malattie professionali: da 1044 a 1149.
Le strade risultano più pericolose dei cantieri o delle fabbriche: dei 12 incidenti mortali, 7 si sono verificati “in itinere” lungo il percorso per recarsi al lavoro; 604 gli infortuni non mortali “in itinere”.
I mestieri metalmeccanici risultano i più pericolosi con 260 infortuni in tre mesi, seguiti dagli edili con 222 infortuni di cui 1 mortale. Seguono commercio e autoriparazione (192 incidenti di cui 1 mortale), sanità con 132 e trasporti con 130.
Macerata la provincia con più incidenti mortali (la metà), mentre per quanto riguarda gli infortuni la provincia più colpita è quella di Ancona con 1647 casi, seguita da Pesaro (1017), Macerata (925), Ascoli (560) e Fermo (338).
Le denunce di malattie professionali sono state 1515, 75 in più rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Si tratta per lo più di malattie del sistema osteomuscolare, seguite da malattie del sistema nervoso e dell’apparato respiratorio. In calo le denunce di malattie professionali legate ai tumori, passate da 17 a 14.
Curiosità: si ammalano di più gli uomini che le donne: 995 casi contro 520.

Si ringrazia Sergio Giacchi per la collaborazione

 

 

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