Economia ed elezioni politiche: le 10 piorità della CNA e le risposte dei candidati

2 marzo 2018

in Comunicati stampa

Dieci i temi fondamentali individuati da Cna Territoriale Ancona, per conto delle sue seimila aziende iscritte, sui quali si chiede un preciso impegno al futuro governo. L’associazione si è confrontata con i candidati marchigiani alle elezioni politiche 2018 che hanno detto la loro sui quattro temi prioritari.

In primis la morsa del fisco, che vede il 61,2% della ricchezza prodotta andarsene per mantenere la vorace macchina pubblica. Una situazione che richiede pronti interventi come l’introduzione dell’IRI al 24% per le società di persone. Consenso dal PD, che propone anche la riforma del catasto per rispondere alla richiesta della Cna di dedurre per intero l’IMU su fabbricati ed esentare le aree produttive dalla TARI. PD accoglie anche la proposta di introdurre il riporto delle perdite nel Regime per cassa e parla di IRES e IRI per piccole impresa al 22%. Il M5S si impegna a ridurre le aliquote IRPEF tutte, dimezzando l’IRAP e investendo il residuale in azienda in R&S o inglobandolo in un’unica tassa IRES o IRI. Solo LEU parla di abolizione del Sistri, abolizione dell’imposta di registro e si impegna ad introdurre un’imposta sul reddito unificata con aliquota progressiva. Per il Centrodestra, Fratelli d’Italia rimarca l’introduzione della flat tax al 15% per famiglie e imprese sul reddito incrementale rispetto all’anno precedente.

Bisogna poi Allargare i cordoni della borsa delle banche: il credito alle imprese si è ridotto del 20% negli ultimi 6 anni. Cna propone di intervenire in Europa, prevedendo Fondi di garanzia per agevolare le pratiche ed incentivando fiscalmente la patrimonializzazione delle imprese. Misure che il PD, LEU, M5S e Centrodestra condividono totalmente. Fratelli d’Italia prevede anche una legge che vincoli le banche ad erogare finanziamenti agevolati a chi investe in immobili, tecnologia e ambiente, mentre il M5S la creazione di una banca pubblica per gli investimenti.

Su formazione e lavoro Cna punta dritto ad ottenere il taglio del cuneo fiscale, il potenziamento della contrattazione aziendale, che genera flessibilità e premialità, la riconversione al digitale di alcune professioni obsolete e la crescita di corsi scolastici più consoni alle esigenze delle imprese. Il PD risponde con un taglio al cuneo fiscale di 4 punti, dal 33 al 29% e puntando sui corsi ITS per almeno 100.000 studenti. Il Centrodestra propone una massiccia detassazione per chi assume, minori oneri in caso di licenziamento per necessità aziendali e equiparazione delle tutele tra lavoratori autonomi e dipendenti. Il M5S, oltre al cuneo fiscale, vuole introdurre il reddito di cittadinanza ed ha pronto un piano di ristrutturazione dei centri per l’impiego; anche LEU è d’accordo al taglio del cuneo fiscale e all’introduzione di meccanismi che avvicinino la scuola all’impresa.

Per quanto riguarda le infrastrutture, è indispensabile avere evolute e diffuse interconnessioni: immateriali, con la banda ultralarga, e materiali, altrettanto importanti nella nostra regione. Intermodalità, recupero e valorizzazione degli hub infrastrutturali locali, come porto, aeroporto e interporto, ma anche il potenziamento delle grandi arterie stradali e ferroviarie nella dorsale adriatica e le strade intervallive, come la SS76 verso l’Umbria, sono ormai interventi inevitabili. Le forze politiche che si sono confrontate con la Cna sono tutte d’accordo sulla necessità di lavorare insieme per potenziare la banda ultralarga, ma evidenziano alcune differenze sulle infrastrutture viarie. Il M5S parte dal turismo proponendo un Ministero dedicato per imprimere la svolta necessaria nel rendere profittevoli, dopo una gestione scriteriata, fattori competitivi come l’aeroporto. Il PD vuole potenziare il collegamento tra porto di Ancona e grande viabilità, rifinanziare il tratto ferroviario Orte-Falconara e le arterie intervallive; il Centrodestra si impegna a cofinanziare con fondi statali una grande opera infrastrutturale per regione da attuare entro 5 anni; LEU dichiara che non intende attivare nuove linee fiscali per finanziare altre infrastrutture.

Gli altri sei punti individuati dalla Cna sono: lotta alla burocrazia, più innovazione, sostegno all’export, agevolare le attività locali sugli appalti pubblici, investire in ambiente ed energia, riqualificazione del patrimonio edilizio.

Massimiliano Santini, Direttore CNA Territoriale Ancona

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