Estetiste e parrucchieri: dopo il caos Ateco, arriva il caos interpretazioni

17 novembre 2020

in Comunicati stampa

La CNA plaude all’interessamento della Regione rispetto alle fattispecie consentite per lo spostamento fuori comune, ma ribadisce che l’interpretazione autentica spetta alla Prefettura. Nel frattempo le attività interessate del benessere e del commercio seguono il “tam-tam” dei social, con tutti i rischi del caso per i loro clienti

 

Dopo aver chiesto di agganciare i ristori al calo di fatturato e non ai codici Ateco, la CNA torna sulle pieghe del DPCM del 3 Novembre scorso, poiché essere entrati nella zona arancione ha generato dubbi interpretativi e una miriade di quesiti alla nostra Associazione da parte delle attività che ricevono clienti da fuori comune. Rispetto alla questione dello spostamento per usufruire dei “servizi non disponibili nel proprio comune di residenza o per situazioni di necessità” la CNA, diversamente da altre rappresentanze di categoria, ha fin da subito invitato alla prudenza, ovvero ad attenersi all’evidenza ufficiale della norma, che secondo la ratio del provvedimento indicava chiaramente la volontà di limitare al massimo lo spostamento delle persone, salvo in alcuni casi evidentemente eccezionali e comunque strettamente circoscritti e contingentati.

Al tempo stesso ha attivato tutti i canali sindacali per sollecitare un chiarimento istituzionale favorevole ad agevolare l’operatività delle imprese associate e dunque agevolando la possibilità di ricevere clienti anche da fuori comune, tracciando lo spostamento con l’autocertificazione ed invitandoli ad attenersi ai protocolli anticovid.

Ed ecco ieri sera la presa di posizione della Regione che appunto, dietro interessamento e pressione della CNA, ha emanato un “contributo interpretativo” con il quale si consente lo spostamento dei clienti per raggiungere i “servizi alla persona” (come acconciatura e centri estetici) ubicati in Comuni limitrofi a quelli di residenza. 

Nella nota interpretativa si legge che la Regione a firma del Dirigente, Dott. Pietro Talarico: “Ritiene che nel rispetto dei protocolli di sicurezza approvati dalla Regione Marche, fatto salvo interpretazioni diverse da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia possibile lo spostamento presso un esercizio ubicato in un comune limitrofo, per l’attività di servizi alla persona”.

Naturalmente la CNA esprime soddisfazione per tale orientamento, che risponde ai dubbi emersi nella giornata di lunedì e rispetta la volontà della CNA di non porre limiti all’operatività delle imprese, le quali ad onor del vero avevano già ribadito la loro solita e solida onestà e serietà professionale nell’avvertire i clienti fuori comune circa la situazione di incertezza in essere.

Al tempo stesso tuttavia è bene ricordare che l’Autorità deputata ad esprimersi in materia è proprio quella prefettizia, che la CNA ha debitamente, correttamente e tempestivamente provveduto ad interrogare formalmente, proprio per evitare di dare e diffondere interpretazioni non autentiche rispetto al DPCM del 3 Novembre scorso. Nel momento in cui stiamo scrivendo (ore 13:00, di martedì 17 Novembre) la Prefettura di Ancona non si è ancora espressa sulla questione.

Pertanto la CNA, nell’augurarsi che il Prefetto confermi a breve quanto sollecitato dalla CNA, ritenuto plausibile e praticabile dalla Regione Marche, viste e considerate le dinamiche aziendali, soprattutto nella vigente contingenza complessa e delicata che stiamo attraversando, consiglia alle proprie Attività associate di prendere per ora in considerazione la lettura data dalla Regione Marche, invitando i clienti fuori comune ad inserire nell’autocertificazione la voce “servizi alla persona”, compilandola debitamente nei campi predisposti per tracciarne lo spostamento.

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