Il nuovo Pacchetto Protezione Dati e l’Eurobarometro

20 maggio 2016

in Privacy

Come evidenziato dall’Eurobarometro sulla protezione dei dati del 2015, il 57% dei cittadini europei reputa la divulgazione delle informazioni personali  una questione di grande peso, il 70% teme che le imprese possano utilizzare le informazioni a fini diversi da quelli per cui sono state raccolte, solo il 15% ritiene di avere il pieno controllo delle informazioni fornite online ed il 90% dei cittadini europei ritiene importante godere degli stessi diritti e della stessa protezione in tutti i paesi dell’UE.

I rapidi sviluppi tecnologici degli ultimi due decenni hanno fatto emergere nuove sfide per la protezione dei dati personali: la condivisione e la raccolta di dati sono cresciute in modo esponenziale, talvolta su scala mondiale e le informazioni personali rese pubbliche dai cittadini continuano ad aumentare.

L’integrazione economica e sociale ha inoltre fatto aumentare notevolmente i flussi transfrontalieri di dati e per promuovere l’economia digitale, garantendo sia un livello elevato di protezione sia la libera circolazione all’interno dell’Unione, il 4 maggio scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue il “Nuovo Pacchetto Protezione Dati”.

L’elemento centrale della nuova normativa è un Regolamento che elenca i diritti degli interessati, rafforzandoli e conferendo ai singoli un maggiore controllo sui propri dati personali, anche attraverso:

  • la necessità del chiaro consenso dell’interessato al trattamento dei dati personali
  • un accesso facilitato dell’interessato ai suoi dati personali
  • il diritto alla rettifica, alla cancellazione e “all’oblio”
  • il diritto di obiezione, anche riguardo all’uso dei dati personali a fini di “profilazione”
  • il diritto di portabilità dei dati da un prestatore di servizi a un altro

La nuova normativa prevede anche l’istituzione di un’autorità di controllo indipendente a livello nazionale ed in base al principio, noto come Sportello Unico, una società con controllate in diversi Stati membri dovrà interagire solo con l’autorità preposta alla protezione dei dati nello Stato membro in cui ha lo stabilimento principale.

Il rispetto della normativa è importantissimo perché sono previste sanzioni amministrative molto severe  fino a 20 milioni di EUR o al 4% del loro fatturato.

Per informazioni contattare:
Francesca Giuliani
Resp. Provinciale Settore Privacy e diritto delle nuove tecnologie
fgiuliani@an.cna.it – 3485278610

 

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