La congiuntura delle piccole imprese nella provincia di Ancona

13 ottobre 2016

in Comunicati stampa

L’indagine semestrale della CNA rileva stazionarietà. Vanno meglio le imprese che esportano

di DANIELA GIACCHETTI

MECCANICAMigliorano ma di poco le condizioni delle microimprese della provincia di Ancona: le imprese che aumentano l’attività tornano a prevalere su quelle che la peggiorano, ma continuano a dominare le imprese che registrano stazionarietà.
Secondo il centro studi Sistema della Cna, nei primi sei mesi del 2016 le micro imprese della provincia di Ancona che hanno aumentato la produzione (o l’attività di erogazione, nel caso dei servizi) sono state, in percentuale, più frequenti di quelle che l’hanno diminuita. La prevalenza dei casi di miglioramento su quelli di peggioramento (23,3 contro 22%) è lieve in generale, aumenta nelle attività manifatturiere (25,6% contro 23,2%).
Nelle attività di servizio, invece, che comprendono autotrasporti, servizi alle persone, auto e moto riparazioni, la situazione congiunturale è caratterizzata dall’equilibrio tra casi di aumento e di diminuzione dell’attività e da una più elevata diffusione dei casi di stazionarietà (58,8%).

Tra i settori manifatturieri, la ripresa dell’attività riguarda soprattutto la meccanica (38,7% di imprese con attività in aumento) e il settore moda (38,5%) ma in questo caso le imprese in difficoltà sono assai diffuse (30,8%). In grande difficoltà appare il settore del legno-mobile, con le imprese in condizione di diminuzione dell’attività che sfiorano il 43% del totale. Si rileva poi una quasi integrale diffusione di casi di stazionarietà (90,9%) per le produzioni alimentari (panifici, pasticcerie, produzioni di gelati, lavorazioni carni, salumifici) dove non si rileva nessun caso di crescita dell’attività produttiva.
Queste dinamiche – commenta il direttore provinciale Cna Ancona Massimiliano Santini – appaiono abbastanza preoccupanti per il settore, perché l’attenzione all’alimentazione e alle sue connessioni con economia e società, con le tradizioni locali e con la qualità della vita, è particolarmente cresciuta in Italia e ci si può attendere che le micro imprese della nostra regione valorizzino meglio le opportunità legate a tale fase”.

Tra i settori del terziario, solo gli autotrasporti registrano un miglioramento della situazione congiunturale: le imprese che aumentano l’attività sono il 50% dei casi.
Questo dato – continua Santini – rafforza l’indicazione che è in atto una ripresa dell’economia della provincia, dato che il settore risulta strettamente collegato alle attività produttive, le quali si servono diffusamente dei vettori su gomma per le attività di logistica e per il trasporto dei prodotti finiti”.
Diverso – commenta ancora il direttore provinciale Cna – è il discorso delle autoriparazioni e dei servizi alla persona: la dinamica negativa delle autoriparazioni potrebbe essere legata alla ripartenza del mercato dell’automobile nuova e alla minore necessità di manutenzione e di riparazione. La dinamica negativa dei servizi alle persone, invece, potrebbe testimoniare delle difficoltà da parte delle famiglie a mantenere il livello di consumi destinati alla cura e al benessere, data la stazionarietà del reddito disponibile”.

La diffusione per settore degli investimenti conferma la ripresa in atto, soprattutto tra i settori manifatturieri. Difatti, secondo l’indagine della Cna, un quinto delle imprese ha fatto investimenti nel corso del primo semestre. Tuttavia, anche sotto tale profilo il tessuto provinciale delle microimprese appare particolarmente differenziato poiché mentre produzioni alimentari, legno-mobile, meccanica e altre manifatture registrano quote notevoli di imprese che hanno investito, per i settori dei servizi si registrano diffusioni assai basse se non nulle di investimenti.

Strumenti musicali e abbigliamento oltre confine

FISARMONICALa dinamica congiunturale dei settori considerati in “altre manifatture” è anch’essa caratterizzata da stazionarietà. Tuttavia, alcune produzioni hanno dato prova di dinamiche di crescita. E’ il caso degli strumenti musicali: il distretto degli strumenti musicali di Castelfidardo chiude il secondo trimestre dell’anno con una crescita a due cifre delle esportazioni (+15,5%) evidenziando ottime performance in Germania e negli Emirati Arabi Uniti, e proseguendo in tal modo un trend di crescita iniziato nel secondo trimestre 2014.
Anche l’export del distretto dell’abbigliamento marchigiano ha buon andamento delle vendite in Francia, Germania e soprattutto in Svizzera.
Ciò dimostra come anche la congiuntura della microimpresa dipenda in modo diretto e positivo dall’apertura di mercato: maggiore è tale apertura, maggiore è la capacità di cogliere la ripresa economica.

 

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