La crisi in Vallesina e la disoccupazione

11 maggio 2016

in Comunicati stampa

Intervento della CNA in seguito alla pubblicazione de “I numeri dell’emergenza”

Raddoppiati dal 2007 ad oggi i disoccupati in Vallesina, che passano da 5.586 a quota 10.444. E’ quanto si legge oggi nelle pagine del quotidiano Corriere Adriatico, nell’articolo a cura di Fabrizio Romagnoli.
“Un tema che non può lasciarci indifferenti – dice Andrea Riccardi, segretario Cna di zona – data la nostra funzione, che è quella di rappresentare il tessuto produttivo”.
A tal proposito, Riccardi ricorda i risultati di una recente indagine commissionata al Centro Studi Cna, che fa il punto su come si è stabilizzato il nuovo assetto produttivo dell’area, profondamente modificato nel corso di questi ultimi anni, da quando la crisi è entrata con una forza dirompente nelle pagine di ogni quotidiano.

“Molte imprese storiche hanno chiuso i battenti – spiega Andrea Riccardi – ed è ovvio che ad una perdita di imprese corrisponde una perdita di posti di lavoro e quindi un aumento della disoccupazione. L’anno nero per il crollo dovuto alla crisi economica è stato il 2008 però, essendo cambiati i criteri di classificazione delle imprese, possiamo iniziare a fare confronti mirati solamente dal 2009 ad oggi. In questo lasso di tempo, facendo un paragone fra il numero di imprese attive (2009-2015), il tessuto produttivo del comune di Jesi aumenta di ben 81 unità (+2,3%) nonostante le forti perdite dell’agricoltura (-72 imprese). Risultano limitate le perdite nel manifatturiero (13 imprese in meno) e del commercio all’ingrosso e al dettaglio (-9)”.

Secondo lo studio condotto dalla Cna la crescita di imprese è dovuta soprattutto ai settori dei servizi per alloggio e ristorazione (+48 imprese attive).

“Tuttavia, se focalizziamo l’attenzione ai primi tre mesi dell’anno – continua Riccardi – notiamo che nel comune di Jesi a fronte di 74 iscrizioni si contano 87 chiusure, per un saldo negativo di –13. Confrontato con il dato provinciale vediamo che il territorio segue lo stesso trend negativo, in quanto nella provincia di Ancona dal 1 gennaio al 31 marzo 2016 hanno aperto 872 imprese e chiuso 1.122 attività, per un saldo di –250 unità”.

Lo studio della Cna punta la lente anche sul 2015 e, per l’intero territorio di Jesi e Vallesina, si nota che le imprese attive calano di 32 unità (erano 7.790 nel 2014 e 7.758 nel 2015) per una variazione negativa del -0,4%, anche se meno decisa rispetto a  quella provinciale (-0,7%). I comuni che perdono più imprese attive in assoluto sono Filottrano (-17) e Castelbellino (-10). Ma ci sono anche due comuni dell’area che aumentano il numero delle imprese attive: tra essi, in primo luogo, Jesi (+33 imprese), seguito da Monsano (+5 imprese). Sotto il profilo settoriale, nell’ultimo anno le maggiori perdite in termini assoluti dell’area si sono concentrate nell’agricoltura (-57 imprese attive) e poi nelle costruzioni (-29 imprese); di contro, il numero delle imprese cresce per il settore del commercio (+24) e delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+20)”.

CNA ZONA JESI

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