Le proposte di CNA Ancona alla commissione attivita’ produttive: manutenzioni, parcheggi… e niente sceriffi

15 maggio 2020

in Comunicati stampa

La CNA di Ancona interviene nella VII commissione (attività produttive) dedicata agli interventi del comune per l’economia cittadina; illustrati i dati di aprile sulle perdite di fatturato e le proposte dell’associazione.

ANCONA – Ieri, 14 maggio, si è svolta la VII commissione del Comune di Ancona (attività produttive) che ha discusso dei provvedimenti da mettere in campo per la ripartenza dopo l’epidemia.

Un dialogo, quello tra amministrazione e associazioni, partito fin dai primi giorni della crisi, con una metodologia che come associazione abbiamo apprezzato, perché basata su un confronto costante con le parti datoriali. Questo è stato il metodo che ha portato all’accordo del 30 aprile con i provvedimenti riguardante la Tosap e le altre facilitazioni per i mercati.

Come associazione di categoria abbiamo analizzato le perdite di fatturati di un campione di aziende molto numeroso, nostre associate, del territorio comunale di Ancona. Vogliamo sottolineare che il campione non è rappresentativo della “popolazione di imprese” presenti nel comune di Ancona. L’analisi condotta ha riguardato 125 aziende di tutti i settori, verificando lo scostamento di fatturati che si è registrato dall’aprile 2019 a quello del 2020: su tutto il campione la perdita registrata è stata pari al 69,55%. Tra i settori si registra un –100% per il codice ateco 96 (servizi alla persona), -94% sul codice ateco 56 (ristorazione), -95,90% lo registra il codice ateco 25 (fabbricazione di prodotti in metallo), -85,95 il codice ateco 81 (attività di pulizia), etc. Il settore delle industrie alimentari (codice ateco 10), tra i meno colpiti registra nonostante tutto un pesante –42,19%.

Siamo quindi di fronte ad un quadro complesso, in continua evoluzione. In questo quadro il ruolo del comune, la possibilità di incidere è comunque limitata: siamo infatti di fronte, come testimoniano i dati appena illustrati, ad una crisi di sistema profonda che richiede interventi a livelli sia nazionali ma soprattutto Europeo.

Sul fronte comunale, quindi, a nostro giudizio, oltre alle tematiche già affrontate negli incontri precedenti (Tosap, Tari, eventi), gli interventi che potrebbero mitigare tale crisi possono essere riassunti brevemente in:

  1. Investimenti su opere pubbliche e manutenzioni;
  2. altro punto, forse tra i più importanti, sarà anche un confronto sui parcheggi e i trasporti. Indubbiamente su questo fronte le problematiche potrebbero essere complesse e numerose, ma è evidente che parcheggi e trasporti incideranno profondamente sulle attività commerciali del centro. In particolare riteniamo necessario nel breve periodo incrementare gli stalli, ove possibile, per far fronte all’utilizzo del mezzo privato che potrebbe aumentare per le difficoltà del trasporto pubblico (ridimensionamento dei posti a sedere). Dall’altro, nel medio periodo, occorre sbloccare in tempi brevi i progetti che permetteranno la realizzazione di nuovi parcheggi (galleria S. Martino) e lavorare magari anche su nuovi progetti. Sempre su questo fronte sarà importane continuare a lavorare, ancora per lungo tempo, in smartworking dove possibile. Anche l’organizzazione degli orari degli uffici pubblici potrebbe aiutare la gestione degli stalli e del traffico cittadino.

“Un altro punto su cui la nostra associazione pone l’accento è la necessità di chiarire le responsabilità: troppe volte lo stato e la pubblica amministrazione hanno appuntato una stella sul petto al “gestore sceriffo” intimandogli di far rispettare la legge nella profonda provincia italiana – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di Ancona – Esempi ne sono stati in passato la ludopatia. Ora il nostro timore è che la costruzione di questa “atmosfera di sicurezza” sia ancora una volta lasciata solo sulle spalle già fortemente piegate dei gestori. In questa fase i nostri imprenditori stanno affrontando una sfida lunga e difficile, occorre quindi da parte dell’amministrazione pubblica e della polizia locale un buon senso teso sicuramente a garantire la tenuta di comportamenti che permettano di evitare il diffondersi del Covid-19, obbiettivo sacrosanto e prioritario – conclude Cantori – ma anche ad una azione e comunicazione pubblica tesa a far capire ai cittadini le proprie responsabilità che non possono essere sempre scaricate sugli imprenditori”.

 

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