L’economia di Ancona cambia pelle. Meno commercio e più turismo

25 gennaio 2020

in Comunicati stampa

Giovedì sera, presso la sala Giunta del Comune di Ancona, si è tenuta la VII commissione con l’audizione delle associazioni di categoria. La discussione si è incentrata sulla situazione che stanno vivendo i “negozi di vicinato”. La CNA di Ancona è intervenuta sviluppando una prima analisi dei dati e alcune proposte.

L’analisi dei dati, estrapolati dalla Camera di Commercio, si fermano al 2018, non essendo ancora disponibile il mese di dicembre 2019. Per tale ragione si sono presi a riferimento gli anni che vanno dal 2009 al 2018, 10 anni che ci permettono di sviluppare la tendenza in atto. Le attività prese a riferimento sono quelle classificate nella lettara G dei codice Ateco (“COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI”), per la maggior parte questa categoria ha al suo interno i cosiddetti “negozi di vicinato”. Dall’analisi che abbiamo potuto sviluppare abbiamo i seguenti risultati:

 

Da questa breve analisi sulla consistenza delle imprese, possiamo vedere come in 10 anni la città di Ancona abbia perso nel comparto 404 imprese, passando da 3042 imprese del 2009 a 2638 del 2018. Due sono le osservazioni che saltano all’occhio. In primo luogo si può notare come in tutti e 10 gli anni presi in considerazione, tutte le variazioni tendenziali annuali siano negative. La seconda è la percentuale di decrescita delle imprese: dal 2009 (base di riferimento) il decremento delle imprese commerciali è pari a più del 13%. Un valore tendenziale rilevante e incisivo.

Il fenomeno in atto, a giudizio della CNA, è oggi visibile in tutti i comuni della nostra provincia, un fenomeno nazionale che ha una moltitudine di fattori, tutti ormai conosciuti e condivisi dalle associazioni di categoria: le vendite on line, il cambiamento degli stili di vita e dei consumatori, il mutamento urbano e sociale, etc.

Riteniamo, però, che questo fenomeno che colpisce il settore del commercio di vicinato sia anche accompagnato da fenomeni che invece hanno una tendenza al rafforzamento delle imprese, in particolare del comparto del turismo. Infatti, nella città di Ancona, si sta assistendo al fenomeno di una “sostituzione” di imprese, con la mortalità accentuata del classico commercio accompagnata dalla maggiore natalità di imprese del turismo e della ristorazione. A questo proposito riteniamo utile analizzare i dati del settore (lettera I dei codice Ateco “ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI ALLOGGIO E DI RISTORAZIONE”).

 

Dai dati elaborati possiamo osservare un fenomeno inverso, una crescita di attività pari a 81 imprese (da 505 del 2009 a 586 del 2018) con un più 16%. Siamo quindi di fronte ad un vero e proprio mutamento, in parte anche alla “sostituzione” di uno stock di imprese che non riescono più a rispondere ai nuovi mercati che si affacciano su Ancona. Indubbiamente l’ascesa delle crociere, gli investimenti di Fincantieri, l’economia in generale legata al porto ha incrementato questo comparto. Ancora una volta, quindi, possiamo dire che Ancona è il suo porto.

Tale fenomeno, però, riguarda in particolare il centro storico. Diverso è il discorso della periferia che a nostro giudizio deve invece cercare in tutti i modi di preservare quel nucleo imprenditoriale caratterizzato dai negozi di vicinato. Questo perché è evidente che il fenomeno di crescita del settore turistico non potrà svilupparsi nelle nostre periferie. Inoltre il commercio di vicinato, nei quartieri periferici, rappresenta anche un elemento di socialità e di “modello di vita” che per la CNA di Ancona va in parte preservato. Non sarà infatti possibile fermare il mutamento, secondo la CNA però è possibile “salvare il salvabile”. Da questo presupposto partono le proposte della CNA cittadina.

“Dai dati elaborati è evidente, in particolare nei quartieri storici del centro, un processo di “sostituzione” delle imprese che potrebbe essere agevolato – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di Ancona – E’ innegabile, infatti, dalle stesse testimonianze dei nostri imprenditori, che i flussi turistici, nonostante il limitatissimo potere di acquisto, potenzia la domanda nei settori della somministrazione di alimenti e bevande e nel commercio alimentare (anche piccolo). Seppur numericamente ancora limitate (81 imprese in più rispetto alle oltre 400 perse nel commercio), le imprese legate alla ristorazione e al turismo rappresenteranno sempre di più una possibile via di crescita della nostra economia. Per tale ragione occorre ancora di più ragionare su come rendere fruibile la città storica ai turisti (mezzi di trasporto), su come accogliere i turisti (guide), su che tipologia di beni e servizi occorre orientare l’offerta turistica (indagini conoscitive più approfondite).

Una seconda proposta che ci sentiamo di presentare è quello di un aiuto economico selettivo per il commercio delle periferie – conclude Cantori – Un intervento su vasta scala (riduzione della Tari per tutti) avrebbe impatto sui bilanci comunali, senza avere però un effetto concreto sul sistema delle imprese (un piccolo aiuto a una moltitudine di imprese). Suggeriamo, invece, in questo contesto, proprio per preservare le comunità periferiche, di sostenere attraverso aiuti economici mirati, una tipologia di imprese localizzate in quartieri periferici specifici. Naturalmente i criteri per individuare questi “negozi sociali” dovranno essere discussi e condivisi sia dalle forze politiche che sociali, ma riteniamo che si debba partire dall’individuazione delle frazioni ritenute importanti per la città, dalla tipologia di negozio, dagli anni di permanenza della stessa attività che si candidata nel quartiere (legame con la comunità), dalla tipologia di clientela servita (famiglie, anziani, etc.). Naturalmente tali incentivi economici dovranno avere in contropartita anche alcuni “servizi” che il commerciante o l’artigiano dovrà mettere a disposizione: un esempio potrebbe essere l’apertura nel mese di agosto o la consegna a domicilio per alcune tipologie di clienti (anziani e malati).”

Previous post:

Next post:


CNA provinciale di Ancona
Via Umani 1/A - 60131 Ancona
Tel. 071 286081 - Fax 071 2868045/6 - email: info@an.cna.it
C.F. 80007970421 - Tutti i diritti riservati - Privacy Policy - Informativa utilizzo cookies

Powered by Sixtema Spa