L’evento ANCONAFUTURA: area vasta Ancona, cambia il modo di creare ricchezza

25 febbraio 2018

in Comunicati stampa

Presentata da CNA un’indagine delle performance dei 12 comuni del territorio. Insieme ad enti e istituzioni, discussa la proposta di creare una “visione d’insieme” che preveda un’azione programmatica comune

Ancona e i suoi 11 comuni confinanti (Falconara, Agugliano, Polverigi, Camerano, Osimo, Offagna, Sirolo, Numana, Castelfidardo, Loreto, Chiaravalle) costituiscono un territorio che può creare benessere diffuso se considerato in un’ottica di sistema, di grande città diffusa in grado di attrarre opportunità. Da questo presupposto è partita la Cna che, insieme al suo centro studi e all’Istao, nella sede di quest’ultimo ha organizzato sabato 24 febbraio scorso l’evento “Anconafutura, una nuova prospettiva sulla città e l’area metropolitana”.

Presenti tutti gli attori del territorio, dagli amministratori regionali, provinciali, comunali ai rappresentanti degli enti principali, all’arma dei carabinieri.

Partendo dai risultati di un’accurata indagine sulle performance dell’area considerata, si è sviluppato un dibattito interessante per gettare le basi di una strategia futura. Al tavolo dei relatori, i vertici di Cna, il presidente Istao Marcolini, il sindaco di Ancona Mancinelli, di Falconara Brandoni, di Osimo Pugnaloni, il presidente dell’autorità portuale di sistema Giampieri.

L’analisi condotta dal centro studi sui comuni dell’area interessata, che conta circa 250mila abitanti, ha preso in esame il periodo dal 2009 al 2017.

In questo arco di tempo il numero delle imprese complessive dell’area cala dell’1,9%. Marcato il calo del manifatturiero che perde il 7%, così come le costruzioni. Il ridimensionamento del manifatturiero comunque risulta meno marcato rispetto al dato regionale (-9,3%) e nazionale (-11,3%). Cala anche il commercio: -5%.

Aumentano considerevolmente invece le attività legate ai servizi ad alto contenuto di conoscenza che ottengono un +12%.

“Si evidenzia – ha spiegato Giovanni Dini, direttore del centro studi Sistema Cna – una ricomposizione del tessuto produttivo che si traduce in una deconcentrazione. Le principali città (Ancona, Osimo, Falconara) perdono il loro ruolo assoluto in quanto le attività di produzione, principalmente legate alla meccanica, si diffondono anche negli altri comuni più piccoli. In sostanza, la ricerca evidenzia che i centri più piccoli, un tempo caratterizzati dal solo manifatturiero, si sono in questi anni evoluti più degli altri e più del capoluogo. Uno svantaggio per Ancona, ma al contempo una buona dinamica se si ragiona in termini di area vasta perché la stessa ha dimostrato di sapersi riorganizzare”.

Tra le prospettive di rischio, Dini ha evidenziato che negli anni indagati, “si sono sviluppati molto i servizi di manutenzione e riparazione di impianti e macchinari e sono calate le produzioni degli stessi. Questo è accaduto quando gli investimenti erano molto bassi a causa degli anni di crisi. Ma ora che gli investimenti ripartono cosa accadrà? Il rischio è di trovarsi di fronte ad un brusco calo di domanda di lavori di riparazione perché le imprese ricominceranno ad investire in macchinari nuovi”.

In uno scenario che muta così radicalmente, nell’obiettivo di guardare al futuro in un’ottica di area metropolitana che spinga i decisori pubblici ad una visione programmatica d’insieme, Cna individua come prioritario il ruolo delle infrastrutture (in particolare porto, interporto e aeroporto) come chiave strategica di un sistema efficiente e competitivo.

Di “geometrie variabili” ha parlato il sindaco Mancinelli, alludendo al fatto che è giusto ragionare in un’ottica di area vasta “purché sia adattabile di volta in volta in relazione ai problemi da affrontare”.

“Per evitare la fuffa – ha detto Mancinelli – bisogna considerare che a volte è meglio ragionare includendo tutti i comuni della provincia, a volte la regione intera, a volte restringendo invece l’ambito perché la via di soluzione magari deve essere più diretta”.

Anche il sindaco di Falconara, Brandoni, spera in un’aggregazione “per contare di più di fronte alle politiche europee e non essere considerati come un puntino invisibile”.

“L’area vasta – ha aggiunto Mancinelli – deve rispondere principalmente alle esigenze dei cittadini e la prima esigenza riguarda i trasporti. Dobbiamo risolvere i collegamenti, renderli agevoli al fine di mettere bene in comunicazione un territorio con l’altro”.

Per il presidente Cna Paradisi ciò che manca al territorio sono “le grandi idee, quelle che possono cambiare non tanto il nostro futuro prossimo, ma quello di coloro che verranno dopo di noi”.

E lancia una provocazione: “Cosa sarebbe successo se al posto del porto qualcuno in quell’area avesse costruito una cattedrale?”.

Ufficio Stampa: DANIELA GIACCHETTI

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