Occupazione, confronto dati Istat e dati Osservatorio CNA

4 maggio 2019

in Comunicati stampa

Nonostante gli ultimi dati Istat su occupati e disoccupati diano responsi positivi, la più recente analisi dell’Osservatorio del lavoro Cna evidenzia che la frenata dell’economia si ripercuote sull’occupazione, provocando un crollo delle nuove assunzioni nel mese di marzo (-28,7%).

Poiché l’andamento dell’occupazione è indicatore importante dello stato di salute dell’economia del Paese, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

A marzo 2019, l’Istat stima una crescita degli occupati rispetto a febbraio (+0,3%, pari a +60 mila unità); anche il tasso di occupazione sale, arrivando al 58,9% (+0,2 punti percentuali).

Sempre secondo i dati Istat, nel periodo da gennaio a marzo 2019 l’occupazione registra una crescita rispetto ai tre mesi precedenti, sia nel complesso (+0,2%, pari a +46 mila) sia per genere. Nello stesso periodo diminuiscono i dipendenti a termine (-1,0%, -31 mila), mentre aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,4%, +64 mila) sia gli indipendenti (+0,3%, +14 mila).

Nel trimestre, all’aumento degli occupati si associa un calo delle persone in cerca di occupazione (-1,8%, pari a -50 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, -18 mila).

Su base annua l’occupazione cresce dello 0,5%, pari a +114 mila unità. L’espansione interessa entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+63 mila) e gli ultracinquantenni (+210 mila). Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. In un anno crescono soprattutto i dipendenti a termine (+65 mila) e si registrano segnali positivi anche per gli indipendenti (+51 mila), risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.

Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-7,3%, pari a -208 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, -35 mila).

Questo, dunque, il quadro generale in Italia delineato dalle rilevazioni Istat.

Più specifico lo studio condotto dall’Osservatorio Cna. Esso infatti, dal dicembre 2014, monitora mensilmente gli andamenti occupazionali nelle micro e piccole imprese della produzione e dei servizi, mediante le informazioni provenienti da un campione di circa 20mila imprese associate che occupano circa 136mila dipendenti. Il campo di indagine dell’Osservatorio è il lavoro dipendente suddiviso secondo le principali tipologie contrattuali (tempo indeterminato, tempo determinato, apprendistato e lavoro intermittente).

L’ultima analisi dell’Osservatorio del lavoro Cna, evidenzia che a marzo 2019, la frenata dell’economia si ripercuote negativamente anche sulla dinamica dell’occupazione tra artigiani, micro e piccole imprese. La crescita di addetti è ormai ridotta al lumicino e le nuove assunzioni sono crollate. In questo quadro di grande incertezza le imprese preferiscono essere caute e mantenere, come si dice, le bocce ferme, tenendo invariati gli organici.

Complessivamente, a marzo di quest’anno, l’occupazione nel campione cresce dello 0,2% sul mese precedente, mentre l’aumento tendenziale (+2,6%) si riduce di quasi un punto (+3,5%) nell’arco di dodici mesi. Né si può ipotizzare un peggioramento passeggero: anche su base trimestrale l’occupazione in termini tendenziali arretra, passando dal +3,7% del primo trimestre 2018 al +2,7% del primo trimestre dell’anno in corso.

Un rallentamento che si può addebitare al forte calo delle assunzioni (-18,7%) controbilanciato in parte dalla diminuzione delle cessazioni (-16,9%). Il sensibile arretramento riguarda (con la sola eccezione del lavoro intermittente) tutte le tipologie contrattuali: -28,7% le assunzioni a tempo determinato, -13,1% di apprendisti, -1,1% a tempo indeterminato.

“E’ chiaro – commenta il direttore Cna Territoriale Ancona, Massimiliano Santini – che questi segnali richiedono interventi da parte del governo, che deve prestare maggiore attenzione alle imprese, sgravandole di inutili pesi burocratici e di onerosi balzelli. Qualcosa si muove, qualcosa deve muoversi di più. Noi monitoriamo e continuiamo a farci portavoce delle esigenze delle piccole e medie imprese, ossatura di tutta l’economia del Paese”.

Ufficio Stampa: DANIELA GIACCHETTI

 

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