Porto di Ancona, il punto di vista di CNA e FITA

10 ottobre 2017

in Comunicati stampa

Il porto è la principale leva di sviluppo economico per la città e questo è assolutamente acclarato: turismo, movimentazione merci, pesca, cantieristica, costituiscono complessivamente il più grande “sistema aziendale” in termini occupazionali della regione.

Il porto è anche  l’elemento principale di identità della città che si sta via via recuperando. Eppure, è l’unico scalo di rilevanza internazionale e sede di Autorità di Sistema sprovvisto di un collegamento diretto con la grande viabilità nazionale e questo ne pregiudica seriamente le prestazioni e le possibilità di sviluppo.

Il dibattito sul tema è pluridecennale e le scelte in merito si sono rivelate, nel tempo, impraticabili.

Cna ha denunciato l’infattibilità, la anti-economicità e le problematiche di impatto ambientale dell’uscita ad ovest con la quale si è presa in giro la città per oltre un ventennio, salutando invece positivamente la soluzione prospettata di interramento a nord, con relativa bretella di collegamento e raddoppio della variante. Ora, dopo il protocollo di intesa tra i vari soggetti pubblici coinvolti, Cna si aspetta finanziamenti e tempi certi di realizzazione, augurandosi che l’evento promosso dal Corriere Adriatico alla presenza del Ministro Del Rio per il prossimo 12 ottobre contribuisca a dare risposte certe. Pena la progressiva marginalizzazione del porto anconetano.

L’autotrasporto industriale è una componente fondamentale della funzionalità del sistema portuale, composto di circa 300 autotrasportatori raggruppati prevalentemente in consorzi, che operano quotidianamente nello scalo dorico e che danno occupazione qualificata. Cna ha però l’impressione che sia considerato dalle varie istituzioni che governano il porto come il figlio di un dio minore: 40 o 50 minuti per un camion, per percorrere i 2 km che separano l’uscita dal terminal merci dallo svincolo di Torrette, sono inaccettabili.

Non è un problema di categoria, corporativo, Cna lo ha detto più volte, è una questione che pregiudica seriamente la funzionalità e la competitività del sistema porto, contribuendo oltre tutto, in maniera sostanziale, al congestionamento e inquinamento dei quartieri a nord della città.

Su questi temi la Cna Fita di Ancona ha instaurato un dialogo con intento costruttivo, da circa tre anni, con Comune ed Autorità Portuale, avanzando proposte concrete e fattibili (in attesa della “Grande Madre” di tutte le soluzioni) ed a basso costo. Le proposte avanzate riguardano: viabilità interna portuale, sistema dei parcheggi, organizzazione del lavoro al terminal, sistema traffico in entrata ed uscita dal porto. Finora i risultati, oltre le promesse, sono stati esigui e di gran lunga insoddisfacenti.

Dopo l’evento del 12 ottobre, Cna invierà una lettera aperta a Comune ed Autorità per rilanciare le sue proposte. In assenza di risposte adeguate, chiamerà gli autotrasportatori portuali, già delusi ed esasperati, ad azioni di mobilitazione.

 

 

 

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