Santini sulla Manovra: “La Montagna ha partorito un topolino”

18 ottobre 2019

in Comunicati stampa

 

La CNA Provinciale di Ancona sulla legge di Bilancio 2020 e decreto legge fiscale collegato alla manovra. Impedire l’aumento dell’IVA e confermare i vari bonus ed incentivi per stimolare il mercato interno erano provvedimenti più che ragionevoli per non deprimere i consumi e decretare il tracollo economico e sociale di un Paese asfittico. Stesso auspicio era già stato espresso dalla CNA per le misure volte ad incentivare investimenti in innovazione ed ammodernamento aziendale.

Per il resto, la manovra che il Governo consegnerà ai lavori parlamentari presenta molte ombre e poco coraggio, pochi segnali tiepidi e nessun messaggio edificante. Il taglio del cuneo fiscale interessa solo alcuni lavoratori e vale circa 40 euro in busta paga, 3 mld di spesa e zero vantaggi per le imprese, le stesse che sono chiamate in causa quando si deve tracciare l’identikit dell’evasore e quindi metterle sotto tiro e torchio introducendo il conto corrente dedicato, la lotta al contante e una dura repressione per chi sgarra di qualche euro, stimando 7 mld di nuove entrate, una sciocchezza di fronte ai 211 mld sottratti al fisco nel 2017, pari al 12,1% del pil.

E che dire della confusione generata dall’introduzione degli ISA in luogo agli studi di settore, da cui si prevedono altre 3mld di risorse e soprattutto del balletto sulla gestione fiscale delle imprese in regime forfettario, la cui nuova flat tax prevede disincentivi, tracciabilità fiscale e contabilità analitica, insomma smentite e nuovi costi.

Im merito al tema tasse, in previsione del possibile accorpamento tra Imu e Tasi, faremo di tutto per scongiurare il loro ulteriore aumento, sapendo che la completa deducibilità dell’Imu promessa da questo Governo la vedremo solo e forse tra un paio d’anni.

Infine non possiamo trascurare quota 100, il fil rouge con il precedente Governo, ma che al tempo stesso drena decine di mld di euro che sarebbero dovuti andare alle nuove generazioni, chiamate a dare un futuro a questo Paese. Ad essi, viceversa, si prospetta una strada in salita con povertà, precarietà ed iniquità diffusa, a tal punto che, mentre assistono ai pensionamenti anticipati dei loro genitori (rispetto alla Fornero), a loro non resta che andare all’estero se vogliono lavorare con dignità e poter percepire la pensione.

Quindi, l’amaro appello che mi sento di rivolgere alla politica è questo: “investiamo sui giovani motivati e preparati, che rappresentano la speranza del nostro Paese, prima di chiudere le porte a chi spera in un futuro migliore”.


Massimiliano Santini
Direttore CNA provinciale di Ancona

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