Sicurezza alimentare: le Marche a centro classifica nelle regione italiane

30 gennaio 2020

in Comunicati stampa

Dai dati che emergono sul controllo degli alimenti e bevande del Ministero della salute le Marche risultano a metà classifica nelle “non conformità”; elevati invece i sequestri per frode

 ANCONA – I dati relativi al 2017 (gli ultimi disponibili e disaggregati per regione) in tema di sicurezza alimentare (“Vigilanza e controllo degli alimenti e delle bevande in Italia”, della Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione; Ufficio 8), ci danno una fotografia della situazione in tema di sicurezza degli alimenti. I dati sono stati trasmessi dai Servizi Veterinari e dai Servizi Igiene degli alimenti delle varie Asl regionali, e si riferiscono ai controlli ufficiali effettuati in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione.

 

Numero di stabilimenti Numero di stabilimenti ispezionati Numero di ispezioni Numero di stabilimenti con relazioni d’ispezione di non conformità % di stabilimenti non conformi in percentuale agli stabilimenti ispezionati
ABRUZZO 21.453 4.582 9.036 699 15,25
BASILICATA 20.136 2.752 4.054 380 13,80
BOLZANO 24.544 742 1.722 72 9,70
CALABRIA 27.476 6.286 9.236 1.606 25,54
CAMPANIA 173.207 25.700 45.380 4.330 16,84
EMILIA ROMAGNA 82.741 20.275 215.172 6.378 31,45
FRIULI 1.632 646 5.703 236 36,53
LAZIO 99.150 9.873 24.057 1.994 20,19
LIGURIA 30.610 3.599 7.665 1.568 43,56
LOMBARDIA 139.930 21.884 27.806 7.397 33,80
MARCHE 31.337 4.407 7.374 908 20,60
MOLISE 6.023 1.151 1.325 386 33,53
PIEMONTE 73.149 14.425 16.213 1.039 7,20
PUGLIA 75.084 11.287 16.998 1.500 13,28
SARDEGNA 32.840 12.024 18.700 1.348 11,21
SICILIA 117.524 11.032 16.605 1.856 16,82
TOSCANA 54.487 6.484 10.982 3.750 57,83
TRENTO 25.216 2.238 2.890 159 7,10
UMBRIA 18.460 3.222 5.329 612 18,99
VALLE D’AOSTA 516 721 939 1 0,13
VENETO 137.047 12.887 43.718 3.379 26,22
TOTALE 1.192.561 176.217 490.904 39598 22,47

 

Dai dati emerge che la regione Marche si presenta a centro classifica (9 posizione) con un 20,60% di non conformità sul totale degli stabilimenti controllati. Tale percentuale ci pone al di sotto della media nazionale di “non conformità” che si attesta al 22,47%. Un dato positivo che testimonia la professionalità dei nostri operatori.

Naturalmente in questa particolare classifica occorre prendere in considerazione quanti stabilimenti sul totale sono stati controllati: da notare come la regione Friuli che ha alte percentuali di non conformità abbia controllato in percentuale più stabilimenti delle altre regioni (il 39% degli stabilimenti Friulani sono stati controllati). In generale, il 14,77% delle attività alimentari è stato controllato nel 2017 in Italia, le Marche dal canto loro hanno verificato il 14,06% dei propri stabilimenti, in linea quindi con la media nazionale.

Sul rapporto in oggetto, purtroppo, la nota dolente per la nostra regione sta nelle “frodi”, contrastate dalla Guardi di Finanza. In particolare, le condotte illecite che rientrano a pieno titolo nella competenza della Guardia di Finanza sono riconducibili essenzialmente a 3 categorie:

  1. importazione e immissione in commercio di prodotti con la falsa indicazione “made in Italy” o, comunque, riportanti errate informazioni in ordine a origine, provenienza e qualità;
  2. commercializzazione di prodotti che recano ingannevolmente una denominazione di origine o una indicazione geografica protetta (indebito utilizzo dei marchi D.O.P., I.G.P., etc.);
  3. contraffazione di marchi e di segni distintivi dei prodotti

Secondo il rapporto Considerando il dato a livello regionale, il primato dei sequestri dei prodotti solidi spetta alla Campania e alle Marche, entrambe con oltre 269 tonnellate, seguite dalla Calabria con circa 107 tonnellate e dalla Sicilia, con quasi 95 tonnellate. Tali quantità corrispondono rispettivamente al 32,7%, 13,1% e 11,5% del totale sequestrato sull’intero territorio nazionale (oltre 823 tonnellate).”

“A parte la brutta sorpresa delle frodi, i dati sulle non conformità ci dicono che la nostra regione è in linea con il resto d’Italia – commentano Andrea Moroni e Andrea Cantori, rispettivamente presidente e segretario della CNA Alimentare di Ancona – Purtroppo non abbiamo a disposizione dati disaggregati per provincia e quindi non riusciamo ad entrare maggiormente nei dettagli regionali. Sostanzialmente, però, possiamo dire che la qualità produttiva dei nostri stabilimenti è buona – concludono Moroni e Cantori – e dobbiamo continuare a tenere questo alto standard che è anche forte elemento di commercializzazione dei nostri prodotti all’estero”.

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