Spostamento ferrovia: la giusta combinazione… per evitare un disastro

11 giugno 2020

in Comunicati stampa

La CNA di Ancona interviene sulla proposta di spostare a monte la ferrovia Adriatica: un progetto che deve assolutamente tenere conto dell’aeroporto di Ancona/Falconara e del trasporto pubblico urbano

ANCONA – Lo spostamento della linea ferroviaria Adriatica verso monte è un progetto ambizioso, che forse con i fondi europei potrebbe essere fattibile, ma che deve assolutamente essere integrato da una strategia per l’Aeroporto di Ancona/Falconara e da un piano dei trasporti locali.

Il progetto di spostamento della ferrovia Adriatica a monte con l’innesto dell’alta velocità è sicuramente una proposta interessante che potrebbe portare nuova vitalità al nostro sistema economico sia per i lavori che verranno implementanti, sia per i risvolti economico – commerciali legati a un miglioramento dei trasporti interregionali (turismo, commercio, economia portuale, etc.). Inoltre la possibilità di finanziare l’opera con i fondi europei che si stanno progettando in questi mesi rende l’opera fattibile dal punto di vista economico.

La CNA di Ancona però vuole precisare che un’opera di questa natura va naturalmente integrata con un piano dei trasporti di ampia scala. L’associazione di categoria ritiene necessario aprire un dibattito su due punti fondamentali:

  1. che fine farà l’Aeroporto di Falconara quando l’alta velocità collegherà Ancona con Milano o Bologna? E’ evidente, infatti, che questa nuova infrastruttura impatterà fortemente con le tratte aeree del nostro aeroporto. Occorre quindi comprendere e capire come e se si integreranno, oppure fare delle scelte che non disperdano risorse pubbliche.
  2. il tracciato e soprattutto la collocazione delle stazioni. Rimarranno le stesse oppure saranno spostate? In quest’ultimo caso occorrerà fin da subito programmare una nuova mobilità che permetta di raggiungere i punti cittadini più importanti. Dobbiamo permettere a chi arriverà nelle stazioni di Ancona/Falconara/Osimo (con l’alta velocità avremo una stazione unica?) di poter raggiungere, come è adesso, l’università, i centri storici, la Regione o il Comune.

La proposta dell’alta velocità sulla dorsale adriatica è presente sia nelle dichiarazioni del Ministro Franceschini, sia nel piano di “Rilancio Italia” elaborato da Vittorio Colao. Con i fondi europei che sono allo studio in questo momento la fattibilità dell’opera potrebbe essere reale – Commentano Andrea Cantori e Loredana Giacomini, segretario e presidente della CNA di Ancona – Suggeriamo però cautela perché seppur il progetto esiste, in ogni caso dovrebbe essere dibattuto e approfondito sia in termini di tempistica e fattibilità tecnica, sia soprattutto nei suoi effetti di sistema. In questo breve intervento abbiamo posto due questioni: in primo luogo gli effetti di questa nuova infrastruttura sull’attività del nostro aeroporto che già oggi attraversa una fase critica. E’ evidente infatti che una offerta di alta velocità a prezzi minori di un biglietto aereo inciderà sui già critici fatturati dell’aeroporto. Altro problema da dibattere sarà il tracciato e in particolare se vi è previsto lo spostamento di alcune stazioni ferroviarie – concludono Cantori e Giacomini – In questo caso occorrerà predisporre un piano di mobilità interurbana sostenibile (sia economicamente che ambientalmente) che permetta di legare le nuove stazioni alle città”.

 

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