Spring Color, da uova latte e fiori la vernice che rispetta l’ambiente

16 settembre 2013

in Artigiani eccellenti

di Daniela Giacchetti 

Il sistema delle imprese ecosostenibili è ormai una realtà forte e diffusa nel nostro territorio. In particolare la zona a sud di Ancona sta emergendo come un valido laboratorio ricco di esempi significativi. Possiamo ormai parlare di una vera e propria filiera delle imprese ecosostenibili, caratterizzata da una fattiva responsabilità e consapevolezza di tutti i soggetti partecipanti dai produttori, alle imprese, ai consumatori. Un esempio su tutti: la Spring Color di Castelfidardo (Ancona), azienda che ha acquisito fama nazionale ed internazionale producendo vernici ecologiche di qualità a basso costo, utilizzando latte e uova e abbandonando i tradizionali composti chimici.

Con questa azienda, la CNA ha avviato una stretta collaborazione per la promozione della filiera bio-etico-sostenibile.

Titolare della Spring Color è l’imprenditore 50enne Roberto Mosca (foto)  che dichiara: “Se quindici anni fa mi avessero detto che la conversione al roberto mosca e spring colornaturale ci avrebbe procurato oltre 100 mila cantieri in tutta Italia, numerose commesse all’estero e oltre oceano, collaborazioni con le associazioni di bioedilizia di tutta Europa, non ci avrei creduto, ma è andata davvero così”.

La Spring Color viene costituita nel 1958 ma le sue origini vanno ricercate in una tradizione familiare di artigiani, decoratori ed ebanisti, che sin da fine ‘800 producevano autonomamente tinte naturali e vernici. Il desiderio di convertire l’azienda alla bioedilizia è maturato nel corso degli anni: nel 1963 l’azienda ha conosciuto il  primo caso di tumore professionale che ha colpito il nonno, poi alcuni dipendenti, infine il padre. “Anche nelle realtà circostanti – dice Roberto Mosca – ci accorgevamo di come si moltiplicassero i casi di patologie e tumori causati dai veleni dell’industria chimica delle vernici”. Così si è fatta strada la voglia di cambiare ed hanno preso il via gli studi, i test, le analisi in collaborazione con l’Università di Ancona, l’acquisto di nuovi macchinari, che hanno permesso di riscoprire le antiche ricette di vernici, fatte con ingredienti naturali, e di trovarne di nuove.

Tra gli ingredienti utilizzati oggi nella produzione al naturale, le uova e il latte freschi per le colle; le terre naturali, il blu cobalto, il bianco di zinco, per i pigmenti; gli olii essenziali, gli estratti vegetali, il sapone, per i coadiuvanti. Con grande coraggio e determinazione l’azienda ha messo a punto un sistema per recuperare anche il latte in scadenza, che viene ripastorizzato, per poi essere impiegato come legante per le pitture murali, svolgendo così una funzione di smaltimento delle quantità in eccesso, sia per la Centrale del Latte di Ancona sia per la Cooperlat, intervento prezioso se si considera che in Italia gli allevatori pagano, ogni anno, circa 200 milioni di euro in multe per il surplus prodotto.

Le terre e i colori vegetali si inseriscono all’interno di una tradizione artistica secolare, che ha avuto la sua espressione massima nel Rinascimento Italiano. Questi pigmenti riescono a dare pieno risalto alle sfumature non riproducibili con i colori acrilici, di origine petrolchimica.

I pigmenti utilizzati dalla Spring Color sono composti da minerali inerti e pigmenti che provengono dalle terre reperite in Italia, Provenza, Cipro unitamente  ad elementi naturali come fiori, olii essenziali, succo d’arancia, sapone di Marsiglia, latte e resine vegetali. Le originali variazioni cromatiche dei pigmenti naturali si discostano dalle omologazioni imposte dai tintometri,  lasciano traspirare le pareti, resistono all’umidità e alle muffe. Presso l’azienda oggi si tengono corsi, seminari con una scuola del colore e un’attività di ricerca legata al recupero delle colorazioni vegetali su scala locale, con la riattivazione di una filiera di coltivazione della pianta del guado nel territorio del Montefeltro.

Non si tratta comunque solo di fare ecologia, recuperare antichi saperi e riattivare le filiere produttive locali. Le pitture naturali, gli intonaci a base di calce, le terre come coloranti, non si scelgono solo perché sono ecologiche e biodegradabili, ma per gli esperti del mestiere diventano spesso una sorta di necessità. “Per il restauro conservativo e la bioedilizia – riferisce Roberto Mosca – questi prodotti sono diventati  fondamentali perché reversibili, sani, altamente traspiranti e in grado di risaltare a pieno gli effetti cromatici della tradizione”.tonachinomoschini02

La conferma di questo elevato livello qualitativo è il favore che i prodotti Spring Color hanno trovato nel restauro conservativo di palazzi dei centri storici, chiese antiche e monasteri, con un attivo di oltre 100 mila cantieri in tutta Italia per lavori di pregio con malte e stucchi a base di calce purissima, pitture al latte e uovo, vernici ed impregnanti per legno con solventi naturali come i terpeni di agrumi e altre formulazioni in grado di soddisfare le esigenze più raffinate. Tra le referenze più note bisogna citare il Palazzo dei Templari a Gerusalemme, l’Abbadia di Fiastra, a Tolentino (sec. XIII°); Palazzo Ferretti, a Macerata (sec. XVIII°); la Villa D’Este, a Tivoli (sec. XVII°); il Duomo di Foligno (sec. XV°); la Torre Campanaria, a Verona (sec. XIII°); la Chiesa Madonna dei Sette Dolori, a Frosinone (sec.XVII°); il Complesso Monumentale di Santa Cecilia in Trastevere, a Roma (sec. XVII°). Sempre nella capitale bisogna citare i restauri nel Chiostro e la Cripta Chiesa di Santa Sabina, l’esterno di Palazzo Borghese, la Biblioteca Hertziana e il Castello di Santa Severa.

L’intervento di cui l’imprenditore va più fiero tuttavia è quello sulla “Garbatella”, quartiere romano degli anni ‘15-‘20, scenario tra l’altro del film “Caro Diario”, di Nanni Moretti; non sono mancate, oltretutto, le occasioni di lavorare all’estero: in Francia, Svizzera, Belgio, Spagna, Portogallo, Ungheria, persino in Palestina e Australia, anche grazie alle numerose collaborazioni che Roberto Mosca ha cercato di sviluppare con le associazioni di bioedilizia di questi Paesi. Proprio in Italia infatti la Spring Color è capofila di un’associazione noprofit di architettura, restauro e artigianato artistico sostenibili: la Bio Ars.

“La Bio Ars ha un valore culturale, storico, sociale ed etico – spiega Roberto Mosca – e il suo intento è di promuovere un progetto di microeconomia alternativa che si opponga alle logiche economiche delle potenti multinazionali per offrire ai consumatori una rete di beni e servizi ecocompatibili e sostenibili, composta da artigiani e piccole aziende che tengano in vita le antiche tradizioni. Per attuare il nostro progetto abbiamo intensificato le collaborazioni con le associazioni operanti nel settore e con i responsabili della CNA, con cui ci vediamo praticamente ogni dieci giorni, anche perché stiamo pensando di realizzare una tessera a microcircuito, attraverso la quale i consumatori potranno acquistare beni e servizi della filiera bio-etico-sostenibile, composta esclusivamente da artigiani e piccole aziende”.

 

 

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