Tasse e futuro

11 febbraio 2020

in Primo Piano

Il Governo: “Porteremo le istanze CNA in Parlamento”

La tassazione nelle Marche: Jesi la più virtuosa, Pesaro la peggiore

Non c’è più tempo da perdere. Il messaggio che CNA lancia ancora una volta a tutto l’arco politico italiano è chiaro e forte: la pressione fiscale sta uccidendo la nostra economia.

Davanti a decine di imprenditori, lunedì sera CNA Ancona ha portato di nuovo all’attenzione della politica italiana il problema centrale dell’economia nazionale e soprattutto locale: la pressione fiscale. Numeri puntuali, domande dirette e proposte precise. Nello stile CNA, il convegno “Meno Tasse. Più Futuro.” è andato dritto al nocciolo della questione.

Niente retorica o populismi – ha spiegato il direttore Territoriale di Ancona, Massimiliano Santinima un confronto diretto ed imparziale per risolvere veramente questo problema. Non siamo gli urlatori e non ci piace strumentalizzare le paure e difficoltà delle persone. Cerchiamo e vogliamo risposte, per farlo poniamo le domande giuste. Come questa sera.” “Il peso delle tasse è oramai insopportabile – ha continuato il responsabile sindacale, Marzio Sorrentino -. Siamo di fronte ad un sistema fiscale che non ha nulla di “equo, semplice e trasparente”. Quando invece dovrebbe essere un obiettivo comune. E il confronto con la politica è l’unica arma, responsabile e fondamentale per provare a far rialzare l’Italia.

Parole che si sono trasformate in numeri con il dettaglio resoconto di Claudio Carpentieri, responsabile del Dipartimento Politiche Fiscali e Societarie di CNA. Un’analisi puntuale sullo stato dell’arte della fiscalità italiana, con numeri precisi e credibili elaborati dal Centro Studi CNA su ogni singola voce della tassazione a carico delle imprese. Un lavoro certosino che ha messo al centro un dato: la tassazione vera subita dalle piccole imprese che oggi è del 59,7%, il che significa lavorare mediamente fino al 5 agosto solo per coprire gli oneri fiscali.

Carpentieri poi non ha mancato di fare uno focus specifico sulla situazione marchigiana con Jesi la più virtuosa fra le città delle Marche (57,3%) e Pesaro “maglia nera” per peso della tassazione (62,8%).

Numeri incontrovertibili, messi nelle mani dei senatori presenti. “Porteremo queste importanti considerazioni sui tavoli di lavoro del parlamento e della Commissione Industria -ha rilanciato il senatore 5 Stelle, Gianni Girotto, presidente della X Commissione Permanente. “Stiamo lavorando per ridurre le tasse alle imprese puntando sul risparmio energetico e sui tema della green economy – ha spiegato Girotto -, gli ottimi spunti di riflessione della CNA sono fondamentali e mi farò carico di condividerli con i colleghi che siedono in Commissione.”

Propositivo anche il Senatore Lega, Tullio Patassini. “Il primo Governo Conte aveva iniziato un’opera di detassazione e semplificazione che ora è stata parzialmente rivista al ribasso da questo governo, in particolar modo verso i liberi professionisti e le Partite IVA. Come Lega continueremo a portare la voce degli imprenditori del territorio come questo sui tavoli del Parlamento.”

Un confronto quindi schietto e concreto, in cui le proposte concrete di CNA, come la completa deduzione dell’Imu sugli immobili strumentali, hanno trovato terreno fertile per una discussione proficua.

 

 

La classifica delle principali città delle Marche per pressione fiscale

(Dati Osservatorio Tax PMI CNA – www.taxfreeday.it )

  • Jesi 57,3%
  • Fabriano 57,4%
  • Osimo 57,7%
  • Fermo 58,4%
  • Ancona 58,5%
  • Ascoli 58,7%
  • Senigallia 60,%
  • Macerata 60,2%
  • Urbino 60,3%
  • Falconara 61,4%
  • Pesaro 62,8%

 

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