Terza età, un nuovo modello di welfare per Ancona e provincia

16 maggio 2017

in Comunicati stampa

Il 25% della popolazione della provincia di Ancona ha più di 65 anni. Nel complesso, il territorio provinciale garantisce un’aspettativa di vita alta, ma deve prepararsi ad affrontare un fenomeno che da qui a 30 anni porterà la percentuale degli anziani al 34%, superando la popolazione in età fertile e lavorativa. L’invecchiamento della popolazione è un tema che richiede seria programmazione perché continuare a trascurare questa dinamica renderà a breve invivibili le nostre città.

Del welfare per la terza età, si occuperà Cna Pensionati di Ancona, nell’ambito del congresso che si terrà giovedì 18 maggio alle ore 15 presso la Cna di Senigallia, in via Abbagnano. Sarà presente anche il direttore sanitario dell’Inrca Alberto Deales.

“La cultura dell’austerity secondo la quale è inutile progettare perché sono finite le risorse – dice Maurizio Bertini, responsabile provinciale Cna Pensionati – ha fatto sì che subentrasse una pericolosa pigrizia mentale che dobbiamo rimuovere. Proprio perché le risorse sono limitate è necessario programmare e progettare per superare le difficoltà. La considerazione dalla quale non si può prescindere è il rapido invecchiamento della popolazione. Nella provincia si sta discutendo ormai da tempo della situazione precaria in cui versano gli anziani. In particolare, ad Ancona c’è una situazione allarmante per ciò che riguarda residenze sanitarie assistenziali, lungodegenze, ricoveri per malati terminali, centri diurni ed assistenze domiciliari integrate. Ad oggi nella città non esistono posti letto di RSA ed hospice. L’aggravante è che la lista d’attesa per un posto in una struttura per anziani è di 6\7 mesi, tempi improponibili per gli ultra 85enni”.

Una situazione che contraddice ciò che era Ancona prima del 1982: città d’eccellenza per l’assistenza all’anziano con 70 posti letto alla casa di riposo Tambroni, 130  all’ospizio di villa “Persichetti” e un efficiente ospedale geriatrico. Inoltre vi erano centri diurni e case protette. Tutte strutture gestite dall’Inrca.

“Oggi – continua Bertini – questo deficit di welfare viene superato con l’assunzione delle badanti o l’emigrazione in strutture di altri comuni. La stima parla di circa 50 milioni di euro l’anno spesi dalle famiglie: una cifra esorbitante che dalle famiglie va verso la collettività, seguendo un percorso inverso rispetto a quello che si ha in un sistema organizzato di welfare”.

Dalle ultime rilevazioni nel comune di Ancona vivono 24639 anziani sopra i 65 anni, pari al 27% della popolazione. Per questo, secondo le indicazioni della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, nel comune di Ancona ci dovrebbero essere 900 posti letto per residenze protette e residenze sanitarie, hospice, altrettante assistenze domiciliari e centri diurni; ma oggi i numeri ci dicono che i posti letto convenzionati sono appena il 2,5% e l’1% i centri diurni.

Per risolvere la mancanza cronica di posti letto e servizi per gli anziani e disabili ad Ancona, Cna Pensionati propone che l’ex ospedale Cardiologico di via Baccarani non venga trasformato, ma sia destinato ad una residenza sanitaria assistenziale, una residenza protetta per anziani con un centro diurno e un centro per malati terminali, nonché un centro diagnostico polispecialistico e di primo intervento (Ospedale di Comunità).

Ufficio Stampa: DANIELA GIACCHETTI

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