Alla ricerca delle parole della moda. Intervista a Silvia Scorcella

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Lasciare “senza parole” è forse uno degli obiettivi più ambiti per chi lavora nella moda. Ma occhio a “rimanere” senza parole, che potrebbe essere un grave errore. Per questo, alcuni giorni fa, CNA Federmoda ha organizzato un incontro dedicato alle professioniste e ai professionisti del settore sul tema del copywriting e dello storytelling come valori aggiunti nella comunicazione, un iniziativa dal titolo “Parole per la Moda”.

A dirigere il partecipatissimo incontro la professionista Silvia Scorcella, che oggi si racconta in questa breve intervista.

Chi è Silvia Scorcella? Quali sono la sua formazione e le sue esperienze?

La moda fa da fil-rouge dalla formazione alla professione: ho conseguito il master in giornalismo di moda all’Accademia Di Costume e Moda di Roma e la laurea magistrale in Moda all’università di Bologna. Come fashion writer scrivo per magazine online indipendenti: ricerco e racconto realtà di moda e arte; da docente insegno fashion blogging all’Accademia Cappiello di Firenze; da autrice e consulente per testi di storytelling, curo lo sviluppo di materiali scritti per la narrazione e promozione di imprese di moda.

 

Come è nato il seminario Parole per la Moda?

“Parole per la Moda” è nato grazie all’incontro con Lucia Trenta, responsabile CNA Federmoda Ancona, che ho conosciuto partecipando al loro corso Instagram Pop, ideato da Gaia Segattini, Presidente di CNA Federmoda Ancona, che ho il piacere di conoscere da tempo.

 

Qual è stato l’intento del seminario?

“Parole per la Moda” è un seminario che ha lo scopo di far incontrare l’utilità del “mestiere di scrivere” applicato al settore della moda a chi ne è protagonista col proprio lavoro e azienda. L’incontro ha offerto l’occasione di conoscere e valutare quanto dedicare attenzione e risorse ai testi scritti per raccontarsi come brand, col proprio bagaglio ricco di storie ed esperienze, e la propria identità autentica, portando benefici e vantaggi di ampia prospettiva.

Quali temi ha presentato durante il seminario?

Una panoramica sulle dinamiche della narrazione per scoprire che comunicare attraverso le storie facilita la costruzione di relazioni di fiducia col pubblico b2b e finale; un approfondimento mirato sul contesto della moda per acquisire consapevolezza degli elementi che contribuiscono a caratterizzare l’ecosistema di brand della micro-piccola-media impresa Made in Italy, a metterlo in relazione con le persone e a fare rete di sistema (storia, patrimonio di esperienze e competenze, progettualità e produzione, universo creativo e identità, sistema di valori ed etica concreta, persone e temi sociali, rete e territorio); una guida all’uso specifico delle parole della moda e al processo per costruire testi che mentre rispondono a bisogni pratici, definiscono e rafforzano la consapevolezza aziendale sulla propria identità e, attraverso il tono di voce, ne rendono riconoscibile l’unicità.


Quali sono i prossimi progetti?

Poiché la risposta dei partecipanti è stata molto positiva ed incoraggiante, con Lucia e Gaia abbiamo pensato ad un corso vero e proprio che permetta di entrare in una dimensione più pratica attraverso l’analisi della struttura dei testi e del buon uso delle parole della moda, per far scoprire ai partecipanti quali testi li rappresentano meglio e come farli funzionare. Il corso si svolgerà con ogni probabilità a primavera del 2023.

La responsabile Federmoda Lucia Trenta nelle Stories Instagram dell'evento
Silvia Scorcella mentre tiene il suo incontro, nelle stories instagram di Gaia Segattini
Uno momento dell'incontro, immortalato in una stories Instagram
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