CNA Roma: il covid frena, ma non arresta l’export del Made in Italy

Nel 2020 l’export di Roma e Provincia – sostiene Stefano Di Niola, segretario della CNA di Romapuò vantare una buona notizia: il successo dei comparti quali abbigliamento (con una quota in aumento da 1,5 a 1,6 per cento del totale nazionale), maglieria (da 1,4 a 1,6 per cento) e gioielleria (da 0,8 a 1 per cento), nonostante le difficoltà legate al covid. Le stesse che hanno danneggiato, alcuni settori solitamente trainanti, quali quelli dell’agroalimentare, legati alla trasformazione e alla conservazione di frutta e ortaggi.

Le nostre analisi confermano che la provincia di Roma possiede una capacità di sviluppo superiore alla media nazionale, grazie alla sua forte specializzazione nei servizi, ma in termini di reddito pro-capite ha sofferto la grande crisi dell’ultimo decennio più del resto d’Italia. Ora che ci stiamo lasciando la pandemia alle spalle servono misure incisive e visione da Governo, Regione e Comune a sostegno delle imprese romane che desiderano approcciare nuovi mercati di esportazione. La sfida globale di Roma passa anche attraverso la sua capacità di essere protagonista nei mercati internazionali con i suoi prodotti di altissima qualità” conclude Stefano Di Niola, Segretario della CNA di Roma.

Questo è quanto emerge da Roma: Global Challenge, uno studio realizzato dalla CNA di Roma, in collaborazione con Nina International, il GISLAB dell’Università dell’Aquila e con il contributo della Camera di Commercio di Roma sui trend degli ultimi 20 anni nelle esportazioni della provincia di Roma.

“È interessante rilevare dallo studio effettuato che la quota della provincia di Roma sulle esportazioni italiane, pur essendo relativamente bassa, è cresciuta tra il 2015 e il 2020, passando dal 2 al 2,2 per cento del totale nazionale, sostenuta da un modello di specializzazione orientato verso settori ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Sono queste eccellenze sulle quali investire per assicurare al nostro territorio competitività vincenti da esportare nel mondo”, commenta Michelangelo Melchionno, presidente della CNA di Roma.

Per quel che riguarda il settore agroalimentare i punti di forza della provincia di Roma sono costituiti da bevande (con una quota del 2,1 per cento sulle esportazioni italiane), frutta e ortaggi conservati (1 per cento) e soprattutto olio (3,2 per cento), con quote tendenzialmente crescenti negli ultimi anni, in particolare per le bevande, in cui le esportazioni della provincia di Roma sono aumentate a un tasso medio annuo del 12,3 per cento a partire dal 2013 (nello stesso periodo il totale nazionale è aumentato a un tasso medio del 4,5 per cento). Tuttavia, nel 2020 la provincia di Roma ha perso quota in diversi comparti agro-alimentari e in particolare in quello della frutta e ortaggi conservati, in cui le esportazioni provinciali sono diminuite del 18 per cento, in un contesto di forte crescita di quelle nazionali (5,5 per cento).

Nel settore dei beni di consumo per la persona e per la casa, la percentuale della provincia di Roma si è tendenzialmente rafforzata negli ultimi anni. I suoi punti di forza principali sono l’abbigliamento (con una quota dell’1,6 per cento delle esportazioni italiane nel 2020), la pellicceria (9,9 per cento), la pelletteria (1,6 per cento) e l’illuminotecnica (2 per cento).

Il settore dei mobili, con un fatturato export provinciale di quasi 73 milioni di euro nel 2020, ha una quota relativamente bassa (0,8 per cento) delle esportazioni italiane del settore e ha risentito fortemente della crisi generata dalla pandemia, perdendo il 39 per cento delle proprie esportazioni.

“Dobbiamo puntare su ricerca e sviluppo, innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione per far ripartire l’economia della nostra regione – ha detto Paolo Orneli, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start-Up e Innovazione. L’obiettivo è quello di costruire insieme un nuovo modello di sviluppo sostenibile e capace di rendere più forti e competitive le Pmi del Lazio. Nei prossimi giorni porteremo in Giunta un pacchetto di misure sull’internazionalizzazione su cui investiremo 4 milioni di euro per sostenere, da un lato, la ripresa del comparto fieristico, dall’altro per promuovere strumenti per la formazione e l’internazionalizzazione digitale in modo complementare con le misure nazionali del Patto per l’export, infine per valorizzare la partecipazione del nostro sistema produttivo ad Expo Dubai”.

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