Fringe benefit: cosa c’è da sapere sul bonus da 3000 euro in busta paga

Con il Decreto Aiuti quater del Governo Meloni è in arrivo un nuovo bonus, per i lavoratori dipendenti, nella busta paga di dicembre. I fringe benefit sono una misura di welfare aziendale che le imprese possono decidere di fornire ai loro dipendenti per aiutarli ad affrontare varie spese. Il nuovo Governo ha alzato la soglia di fringe benefit, esenti da contribuzione e imposizione fiscale, da 600 a 3000 euro e sono erogabili ai lavoratori entro il 12 gennaio 2023.

La decisione di erogare questo bonus spetta ai singoli datori di lavoro, eccetto i metalmeccanici, che hanno inseriti i fringe benefit nel contratto di lavoro.

Ragionando in termini di convenienza per il datore di lavoro e il lavoratore, è possibile – sulla scorta di alcuni calcoli ed esempi di sviluppo del LUL – valutare la reale portata della novità introdotta dal decreto.

Esempio n. 1

IPOTESI
Fringe benefit nel LUL: 600 euro – aliquota INAIL 60 per mille – aliquota IRPEF e addizionali c/lavoratore 23%
SVILUPPO
– risparmio contributivo INPS c/datore di lavoro: 600/100 x 28,5 = 171 euro
– risparmio contributivo INAIL c/datore di lavoro: 600/1000 x 60 = 36 euro
– risparmio contributi e imposte c/lavoratore = 600/100 + 9,19 = 55 euro (contributi) + (600-55)/100 x 23 = 125,35
TOTALE lavoratore= 180,35 euro

Il datore di lavoro consegue un risparmio pari a 207 euro, il lavoratore risparmia 180,35 euro sull’importo individuato a titolo di fringe benefit.

Esempio n. 2

IPOTESI
Fringe benefit nel LUL: 3.000 euro – aliquota INAIL 60 per mille – aliquota IRPEF e addizionali c/lavoratore 23%
SVILUPPO
– risparmio contributivo INPS c/datore di lavoro: 3.000/100 x 28,5 = 855 euro
– risparmio contributivo INAIL c/datore di lavoro: 3000/1000 x 60 = 180 euro
– risparmio contributi e imposte c/lavoratore = 3.000/100 + 9,19 = 276 euro (contributi) + (3.000-276)/100 x 23 = 626,52
TOTALE lavoratore = 902,52 euro

Il datore di lavoro consegue un risparmio pari a 1.035 euro, il lavoratore risparmia 902,52 euro sull’importo individuato a titolo di fringe benefit.

Rientrano tra i fringe benefit anche le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale oltre che i beni ceduti e i servizi prestati al coniuge del lavoratore o ai familiari indicati nell’art. 12 TUIR, nonché i beni e i servizi per i quali venga attribuito il diritto di ottenerli da terzi. Tali benefit, inoltre, sono erogabili anche ad personam e riguardano sia i titolari di redditi di lavoro dipendente che di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

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