Il Parlamento Europeo approva il pacchetto digitale

Il Parlamento europeo, al fine di creare un ambiente online più sicuro, equo e trasparente ha approvato:

Della Strategia regolamentare europea sul governo dell’ecosistema digitale fanno parte anche il Data Governace Act pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea nelle scorse settimane e l‘Artificial Intelligence Act, ancora in discussione al Parlamento Europeo.

 

Guido Scorza (componente del Garante per la protezione dei dati personali) in un’intervista rilasciata a MF ha chiarito che il DSA ed il DMA dovranno essere approvati dal Consiglio Europeo e poi entreranno in vigore “anche se, verosimilmente, bisognerà poi attendere ancora un po’ perché diventino direttamente applicabili nei Paesi membri anche perché le big tech — che sono le principali destinatarie delle nuove regole – dovranno avere il tempo di adeguarvisi. Il contenuto delle nuove regole, ormai, è noto da tempo e rappresenta, probabilmente, il più forte, incisivo e determinato richiamo all’ordine sin qui rivolto dall’Europa ai giganti dell’ecosistema digitale, più forte, perché più ampio, persino del GDPR, il Regolamento generale sulla protezione dei dati personali, che, pure, ha rappresentato per le cosiddette GAFAM (Google, Apple, Facebook, Apple e Microsoft) un bel grattacapo.

Il metodo e le ambizioni infatti sono quelle del GDPR che, peraltro, molte delle disposizioni forse più significative di Dsa e Dma mirano, anche se indirettamente e senza immaginare interventi diretti sul suo articolato, a rafforzare. L’Unione Europea dimostra di avere chiaro che se le big tech contano quello che contano nell’ecosistema digitale, tanto nella dimensione del mercato che in quella politica è perché, negli anni, hanno accumulato una quantità difficilmente contendibile di dati personali che oggi sono in grado di trattare in modo tale da assottigliare probabilmente al di sotto della soglia di sostenibilità democratica la libertà di concorrenza e le libertà e i diritti anche fondamentali dei cittadini europei. E, quindi, con le nuove regole provano a perimetrare, circoscrivere, limitare il margine di manovra del quale, specie i più grandi, potranno disporre nel riutilizzo dei dati personali – e non solo personali – conservati nei loro forzieri digitali.

É difficile se non impossibile fare previsioni sul successo di questa strategia e come lo stesso Macchiavelli ci insegnaNon v’è nulla di più difficile da realizzare, né di più incerto esito, ne più pericoloso da gestire, che iniziare un nuovo ordine di cose. Perché il riformatore ha nemici tra tutti quelli che traggono profitto dal vecchio ordine, e solo dei tiepidi difensori in tutti quelli che dovrebbero trarre profitto dal nuovo“.

 

Fonte: Garante della Protezione dei dati personali

Il caso Twitter-Musk e i due regolamenti europei su servizi e mercato digitali
Intervento di Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali
(MF, 12 luglio 2022)

 

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