Il ruolo dei “piccoli” nell’economia italiana. Vaccarino e la CNA sull’Espresso

Diversi settori sono alle corde e non sanno come evitare il ko, è vero, però la maggior parte degli imprenditori dimostra di avere una marcia in più e affronta di petto la crisi migliorando l’offerta, lavorando sulla qualità, ingegnandosi a trovare soluzioni innovative a problemi vecchi e nuovi”. A parlare il presidente della CNA, Daniele Vaccarino, in una inchiesta pubblicata dal settimanale “L’Espresso” che riporta anche i principali risultati della indagine condotta dal nostro centro studi sull’analisi dei bilanci di 12mila imprese manifatturiere e commerciali. Un’inchiesta in cui Vaccarino e la CNA sono in compagnia di un parterre de rois: Carlo Cottarelli (direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici), Mario Baldassarri (già viceministro dell’Economia, oggi presidente del Centro studi sull’economia reale), Giampaolo Galli (economista ed ex parlamentare), Stefania Tomasini (responsabile per le previsioni di Prometeia), Ludovic Subran (capo economista del maggior gruppo assicurativo europeo, la tedesca Allianz) e Alessandro Terzulli (capo economista della Sace).

Nell’articolo si legge che l’economia italiana crescerà più di quella tedesca, grazie alla nostra flessibilità (frutto soprattutto della significativa presenza di imprese artigiane, micro e piccole che della flessibilità fanno un loro punto di forza, ndr) e alle attuali condizioni complessive favorevoli, che rischiano di esaurirsi presto. E’ il caso allora di realizzare riforme non più rinviabili, da quella della burocrazia a quella della giustizia, prima che l’Europa possa tornare a farsi sentire sul peso di deficit e debito.

Clicca qui per leggere l’articolo pubblicato su “L’Espresso”.

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