Le Marche in zona arancione: cosa cambia per il settore alimentare

Gentili associato, dal 15 novembre la regione Marche è diventata “zona arancione”. Una serie di normative sono entrate in vigore che modificano profondamente lo svolgimento delle attività alimentari horeca. Oltre infatti ai dpcm in vigore, ieri sera è stata emanata un’ordinanza della regione Marche.

In deroga alle norme anti-Covid nelle zone arancioni restano consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Al riguardo si segnala tuttavia che le predette attività sono quelle identificate dai codici ATECO “56.29.10 Mense – gestione di mense (ad esempio presso fabbriche, uffici, ospedali o scuole) in concessione” e “56.29.20 Catering continuativo su base contrattuale – fornitura di pasti preparati per imprese di trasporto, ospedali, scuole, eccetera” differenti quindi dalle attività di ristorazione di cui al codice ATECO “56.10.11 Ristorazione con somministrazione”. 

CNA ha posto un quesito alla Regione Marche la quale risponde che  “fatto salvo diversa interpretazione ministeriale” si ritiene quanto segue: 

  1. L’attività di somministrazione di alimenti e bevande, si ribadisce deve essere chiusa al pubblico sette giorni su sette. 
  2. è possibile, tuttavia, che il ristorante possa svolgere l’attività di mensa nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari a condizione che il ristoratore abbia sottoscritto un contratto di somministrazione continuativo pasti con una azienda che si trovi in loco per svolgere attività lavorativa. Il contratto di somministrazione deve stabilire giorni, orari, termine e modalità. L’attività di somministrazione dei pasti deve avvenire nel rispetto dei protocolli di sicurezza approvati dalla regione Marche.

Al momento in cui si scrive né la Prefettura né il Ministero hanno diramato ulteriori chiarimenti in merito.

Per quanto concerne le attività di asporto alimenti e bevande, in risposta allo specifico quesito “È consentito entrare o restare all’interno di bar, ristoranti e degli altri locali adibiti alla ristorazione (pub, gelaterie, pasticcerie…), se è sospeso il consumo di cibi al loro interno?“. Il Ministero risponde che “l’ingresso e la permanenza nei locali da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto” e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

Inoltre, oltre al divieto di consumo sul posto e nella prossimità, è fatto divieto “dopo le ore 16 la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su aree pubbliche o private aperte al pubblico.” (Regione Marche ordinanza 43 del 19 novembre).

Sempre l’ordinanza 43 stabilisce che “La vendita da asporto è consentita anche senza prenotazione. L’ingresso e la permanenza nei locali da parte dei clienti è consentito esclusivamente per il tempo strettamente necessario a scegliere e acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle disposizioni contenute nei protocolli di sicurezza regionali. Resta fermo il divieto di assembramento e di consumo di alimenti e bevande in prossimità dei locali stessi”.

Il Dpcm antiCovid di novembre deroga gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Con Ordinanza del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti di prossima pubblicazione in gazzetta ufficiale la deroga si estende “anche alle aree portuali ed agli interporti”.

L’entrata dell’ordinanza regionale pone novità anche per i mercati cittadini e per i distributori automatici. Per quanto concerne Il mercato stabile e periodico che si tiene all’aperto è vietato solo nel caso in cui il Comune non applichi le disposizioni di cui al protocollo di sicurezza regionale, fermo restando il rispetto delle distanze interpersonali, del divieto di assembramento, dell’obbligo delle mascherine, nonché dell’accesso al banco da parte del cliente, che deve necessariamente avvenire uno alla volta e con il mantenimento della distanza di almeno un metro dall’altro cliente.”

Infine per i distributori automatici l’ordinanza 43 recita: I distributori automatici h24 di alimenti confezionati e bevande che affacciano sulla pubblica via, nonché quelli ubicati all’interno degli esercizi commerciali anche di tipo artigianale come definito dalle norme di settore, sono aperti dalle ore 5.00 fino alle ore 22.00 a condizione che si osservi il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale, l’uso della mascherina e che l’impresa provveda alla igienizzazione e alla sanificazione degli ambienti almeno due volte al giorno”.

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