Riforma dell’apprendistato, no a nuovi paletti per le imprese

Di fronte ai deputati componenti la XI Commissione della Camera si è tenuta l’audizione informale della CNA sulla proposta di legge C. 2902 in materia di Riforma dell’apprendistato.

La CNA, dopo aver ribadito la rilevanza che il contratto di apprendistato riveste per le imprese artigiane e le Pmi, soprattutto in questa fase di mercato del lavoro in transizione, ha precisato come ogni azione di riforma debba essere finalizzata a incentivare le imprese a puntare sul contratto di apprendistato, rendendolo più conveniente e più flessibile, nella convinzione che soprattutto nelle imprese di minori dimensioni esso conduce nella quasi totalità dei casi all’instaurazione di un rapporto di lavoro stabile.

A tal fine, non è possibile condividere un intervento normativo che finisca per limitare l’autonomia della contrattazione collettiva e soprattutto che aggravi le imprese con nuovi adempimenti o ulteriori limitazioni.

Alla luce di queste premesse, la CNA valuta positivamente la parte del disegno di legge che ripristina lo sgravio totale per tutti i tipi di apprendistato e che introduce delle finestre di uscita anticipata, seppur con specifiche limitazioni. Non condivisibili, al contrario, sono la previsione della Piattaforma sull’apprendistato, che diventerebbe un ulteriore adempimento per il datore di lavoro, e le restrizioni sulle clausole di stabilizzazione che avrebbero il solo effetto di irrigidire il mercato del lavoro.

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