Sostegni bis: per qualche soldo in più, la solita burocrazia!

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Moratoria automatica fino al 31 gennaio 2022 e rifinanziare la Sabatini

 

Mentre ci accingiamo ad assistere ad un intero Paese colorato di bianco confortati dai numeri, con i vaccini per le nostre attività preannunciati da tempo, ma la cui gestazione è stata oltremodo lunga e complessa, arriva il Decreto Sostegni Bis, che in sostanza amplia la platea dei potenziali interessati, i quali in questo turno potrebbero passare dal 30% dello scorso ristoro al 50% delle attività ancora in esercizio. Nonostante ciò l’erogazione è tutt’altro che semplice e per coloro che non hanno ricevuto sostegni nel primo giro, sarà necessario sottoporsi a procedure complesse con un aggravio di oneri a carico delle imprese, ovvero procedure e costi ingiustificati, anche perché l’amministrazione finanziaria ha in suo possesso tutte le informazioni necessarie.

Insomma, nonostante i nostri Uffici come al solito sono in grado di assistere alle varie fattispecie aziendali interessate dall’introduzione del contributo aggiuntivo legato alla flessione dell’utile, di cui rivendichiamo la paternità, il meccanismo introdotto presenta complessità inspiegabili e quindi incertezze sull’entità del beneficio, che non condividiamo affatto.

Bene la proroga delle cartelle esattoriali, ma occorre prevedere la possibilità di concordare dei pagamenti rateizzati per non pesare sulle difficoltà finanziarie delle imprese e a tal proposito la CNA si sta battendo affinché la proroga della moratoria debba avvenire in maniera automatica come è accaduto fino ad oggi, evitando l’obbligo di presentare la richiesta da parte delle imprese entro il 15 giugno e che il tutto sia rinviato al 31 gennaio prossimo.

Altro tema che ci rende insoddisfatti e su cui ci siamo battuti è il mancato rifinanziamento della Sabatini, strumento da sempre efficace per le piccole e medie imprese, grazie al fatto che con 2 mld di euro di contributi si sono generati 25 mld di investimenti. A tal fine ribadiamo l’importanza di destinare per l’intero anno in corso altri 4-500 mln, che andrebbero a generare circa 6 mld di nuovi investimenti.

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